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Rischio-rapimenti in Georgia: “Il Cicr ne era al corrente”. Sospese le attività nel distretto

Distretto di Akhmeta in Georgia, zona a rischio per le organizzazioni internazionali Keystone

I rappresentanti della Croce Rossa internazionale scomparsi sabato in Georgia sarebbero stati ripetutamente avvertiti dei pericoli di sequestro esistenti nel distretto di Akhmeta. Ma gli avvertimenti sono stati ignorati. Sospese le attività nella zona.

Ad affermare che il Cicr era stato avvertito del pericolo di rapimenti è stato il presidente georgiano Eduard Shevardnadze, lunedì in una conferenza stampa nella capitale Tbilisi.
Ormai restano pochi dubbi sulla sorte dell’italiana Natascia Zullino, della francese Sophie Prokofieff e dell’autista georgiano Iuri Darciev scomparsi sulle montagne di Akhmeta. Intanto il CICR ha sospeso la sua attività umanitaria nella regione.

I tre si troverebbero nelle mani dell’anonima sequestri del Caucaso, ma sulla loro sorte non ha dubbi il vice ministro degli interni georgiano Vladimir Bakuradze, l’uomo che per conto del governo segue da vicino la vicenda. «In base alle informazioni in nostro possesso, niente minaccia la vita e la salute degli ostaggi», ha detto lunedì a Tbilisi Bakuradze senza fare alcun cenno sulla banda dei rapitori.

Il CICR a Ginevra continua a considerare solo come un’ipotesi il sequestro di persona. E questo per incoraggiare evidentemente i rapitori a farsi vivi – ammesso che non lo abbiano già fatto – per avviare al più presto le trattative per la liberazione delle due donne e del loro autista.

Mentre in Cecenia i sequestri per estorsione si contano a centinaia, è la prima volta che la Georgia affronta il caso di stranieri catturati da banditi che calpestano le regole che tutelano i rappresentanti delle organizzazioni umanitarie. Il governo di Tbilisi si sente in colpa e in imbarazzo anche se anch’esso è vittima dell’azione banditesca. Lo dimostra la posizione assunta dal presidente Eduard Shevardnadze.

Shevardnadze che, da parte sua, ha espresso la speranza che le ricerche dei tre scomparsi diano presto dei risultati positivi. Decine di agenti georgiani, affiancati da numerosi volontari, stanno da due giorni ispezionando la zona dove operavano i tre. Il leader georgiano non ha saputo dare indicazioni sui possibili rapitori.

Sono fortemente sospettati i secessionisti ceceni che operano in quest’area dove hanno trovato rifugio migliaia di profughi fuggiti dalla confinante Cecenia. Non è comunque da escludere che i tre siano stati presi da bande georgiane. Finora non è giunta alcuna richiesta di riscatto, hanno detto le autorità.

swissinfo e agenzie

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