Ruth Metzler in Kosovo per verificare di persona la situazione
Nella foto bambini albanesi che tornano da scuola ad un check-point. La posizione dell'Organizzazione Svizzera di Aiuto ai Rifugiati (OSAR/Jürg Schertleib).
A meno di due mesi dalla data limite fissata per il rimpatrio dei profughi, la ministra di Giustizia e Polizia ha iniziato ieri una visita di 3 giorni nella provincia a maggioranza albanese.
In programma, oltre all’incontro con Jock Covey, supplente del capo della Missione ONU per il Kosovo (MINUK), quelli con i rappresentanti dell’Alto commissariato dell’ONU per i rifugiati, dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa e delle istituzioni di polizia locali. Al centro dei colloqui la politica svizzera di rimpatrio e la costituzione di enti locali.
Prima di rientrare in Svizzera la delegazione, di cui fanno parte anche i consiglieri di Stato zurighese e vodese, Rita Fuhrer e Charles-Louis Rochat, nonchè il responsabile dei problemi migratori legati al Kosovo, Urs Hardon, si intratterrà con dei membri del contingente militare elvetico Swisscoy e vedrà ex-rifugiati in Svizzera che hanno fatto ritorno in Kosovo.
Dei 64.000 profughi accolti provvisoriamente, circa 20.000 sono già rientrati volontariamente. Gli altri dovranno lasciare la Svizzera entro il 31 maggio.
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