Stagione da dimenticare per le capanne di montagna
Come le piscine, anche le capanne di montagna hanno sofferto del maltempo registrato nel mese di luglio. La forte diminuzione dei visitatori ha provocato grandi perdite finanziarie per tutto il settore.
«Questa estate è disastrosa» afferma Bernhard Mani, guardiano della capanna di Blümlisalp, sopra Kandersteg (BE). A suo avviso il giro d’affari potrebbe registrare una diminuzione fino al 60 percento. Neppure un miglioramento della meteo ad agosto e un autunno splendido potrebbero raddrizzare la situazione. In particolare sono venuti a mancare i turisti americani, giapponesi e francesi.
La situazione nella altre capanne non è più rosea. Regula Trummer, guardiana della capanna di Terri, nei Grigioni, stima il mancato guadagno fra il 15 e il 20 percento.
Il tempo quasi invernale del mese di luglio ha bloccato lo slancio degli alpinisti. Il Cervino ad esempio è stato accessibile per due soli giorni lo scorso mese: si prevedono perdite del 70 percento per la capanna del Hörnli. In compenso, la vetta più famosa della Svizzera è stata presa d’assalto in agosto appena tornato il bel tempo.
Alla capanna del Monte Rosa invece gli affari sono stati prosperi: gli alpinisti sembrano aver preferito quest’anno la punta Dufour, la vetta più alta della Svizzera con i suoi 4634 metri, al Cervino.
Il Club alpino svizzero (CAS) si occupa di 152 capanne e bivacchi che offrono in totale 10 000 posti letto. Un sistema di perequazione interna permette di sostenere finanziariamente le capanne meno frequentate. L’anno scorso in totate sono stati registrati 274 000 pernottamenti.
Swissinfo e agenzie
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