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La settimana in Svizzera

Care svizzere e cari svizzeri all’estero,

la sessione speciale del Consiglio nazionale ha dominato le cronache per quattro giorni questa settimana.

I temi trattati sono stati le professioni infermieristiche, l'unificazione dei requisiti per la naturalizzazione e il riconoscimento della persecuzione di Jenisch e Sinti come crimine contro l'umanità.

Ma perché i media parlano anche di una crisi diplomatica tra la Svizzera e l'Italia?

Cordiali saluti da Berna.

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I 200 membri del Consiglio nazionale (camera bassa) hanno avuto molto da fare questa settimana. Keystone / Alessandro Della Valle

Da lunedì a giovedì, la sessione speciale del Consiglio nazionale ha dominato in gran parte le prime pagine dei giornali in Svizzera. In questa occasione è emerso quanto i compromessi politici possano modificare le decisioni popolari scaturite dalle urne.

Una decisione storica spicca in particolare questa settimana: lunedì, la Camera bassa del Parlamento elvetico ha riconosciuto la persecuzione di Jenisch e Sinti come un crimine contro l’umanità. In questo modo, la Svizzera ammette per la prima volta un’ingiustizia istituzionale di tale portata nel suo territorio.

Nonostante il chiaro “sì” del corpo elettorale all’iniziativa sulle cure infermieristiche, martedì il Consiglio nazionale ne ha attenuato i miglioramenti centrali. Gli orari di lavoro rimangono in gran parte invariati e le indennità saranno ridotte. Diventa così visibile il divario tra la volontà popolare e la pressione sui costi.

Il Nazionale ha respinto giovedì l’iniziativa per la democrazia, che mira a una naturalizzazione più rapida e a regole uniformi. I requisiti per ottenere la cittadinanza dovrebbero essere unificati a livello nazionale e non più definiti dai singoli Cantoni. Nel dibattito ci si è anche chiesti se le cittadine e i cittadini svizzeri supererebbero gli esami di naturalizzazione. Dopo il “no” del Nazionale ora la palla passa al Consiglio degli Stati.

Persone in raccoglimento silenzioso davanti al bar "Le Constellation" a Crans-Montana, dove una stellina scintillante ha innescato il fatale incendio nella notte di Capodanno.
Persone in raccoglimento silenzioso davanti al bar “Le Constellation” a Crans-Montana, dove una stellina scintillante ha innescato il fatale incendio nella notte di Capodanno. Keystone / Alessandro Della Valle

Un incendio con 41 vittime e molte domande. Improvvisamente, i riflettori non sono puntati solo sulla coppia di gestori del locale, ma su un intero Paese. Il caso di Crans-Montana mostra quanto rapidamente una tragedia possa trasformarsi in un banco di prova per la diplomazia.

Come reso noto mercoledì, l’Italia si costituisce per la prima volta come Stato in qualità di parte civile in un procedimento penale svizzero. Questo passo è insolito e deliberato. Con uno studio legale svizzero, Roma intende agire direttamente nel sistema giuridico locale per ottenere il massimo impatto. L’Italia è pesantemente colpita dalla tragedia di Crans-Montana, con sei vittime e una decina di persone ferite.

L’Italia sostiene di aver subito un “danno diretto”, avendo dovuto mobilitare “ingenti” risorse dopo la catastrofe. Il servizio nazionale di protezione civile si è fatto carico dell’assistenza medica, psicologica e logistica per le cittadine e i cittadini italiani coinvolti, con i relativi costi. Ora Roma chiede il rimborso di queste spese, creando un delicato precedente.

L’accusa più pesante è quella rivolta alle autorità: l’Italia intravede un possibile fallimento del sistema nel Canton Vallese. Non si tratta quindi più solo della colpa di singole persone, ma della fiducia negli standard di sicurezza svizzeri nel loro complesso.

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Spesso è una questione di soldi quando si valuta quanto sia giusta la vita in Svizzera. Keystone / Gaetan Bally

La Svizzera è ancora considerata un Paese equo? Nuovi dati mostrano che il quadro s’incrina. Per la prima volta, più della metà della popolazione percepisce il sistema come ingiusto. Un profondo fossato attraversa la società, la giustizia e le generazioni.

Secondo il barometro della giustizia 2026, oggi il 51% della popolazione si sente trattato in modo ingiusto – un aumento massiccio dal 2024. Il fattore decisivo è il denaro: tre quarti delle persone con redditi bassi ritengono il sistema iniquo. L’aumento dei costi fissi per affitto e cassa malati erode la pace sociale, mentre la fiducia nella meritocrazia svanisce.

L’istituto gfs.bern ha svolto il sondaggio su incarico della rivista Beobachter. Nel mirino c’è soprattutto il sistema giudiziario: per l’81% delle persone interpellate, i costi elevati delle procedure sono ingiusti. Ne deriva un crescente timore che i tribunali siano accessibili solo a chi può permetterseli. Quando gli ostacoli economici limitano il ricorso alle vie legali, il diritto alla giustizia finisce infatti per dipendere dalle disponibilità finanziarie.

Inoltre, questioni generazionali e di genere sembrano dividere la Svizzera. Mentre le generazioni più giovani accusano quelle più anziane di scarsa sostenibilità, queste ultime non percepiscono quasi il problema. Anche per quanto riguarda la parità, le donne vedono ostacoli che gli uomini però non percepiscono. Resta però una notizia positiva: la fiducia nella democrazia e nella libertà è considerata resiliente alle crisi.

Chi lavora a Fedpol ha spesso accesso a dati sensibili.
Chi lavora a Fedpol ha spesso accesso a dati sensibili. Keystone / Peter Schneider

Infine, una storia che all’Ufficio federale di polizia Fedpol causerà ancora accese discussioni: un funzionario avrebbe venduto per anni segreti di Stato al crimine organizzato.

Martedì sera, Fedpol ha informato la stampa del fatto che quella stessa mattina nei cantoni di Basilea Città e Basilea Campagna, così come nelle zone di confine in Francia e Germania, erano state perquisite 12 abitazioni. Sei persone sono state arrestate. Tra queste anche un uomo che, all’interno del servizio di sicurezza federale, era direttamente responsabile della protezione del Consiglio federale.

Secondo i resoconti dei media, la talpa aveva accesso a dati e programmi sensibili riguardanti le più alte cariche dello Stato. Per le informazioni che avrebbe venduto a bande di narcotrafficanti, avrebbe incassato “somme considerevoli”, come scrive il portale Watson.

Per le persone esperte del settore, questo caso non è una sorpresa. Secondo Jacqueline de Quattro, presidente della Commissione della politica di sicurezza del Consiglio nazionale, vengono spesso segnalati tentativi da parte di organizzazioni criminali d’infiltrare qualcuno a Fedpol o in altre istituzioni federali.

La stella svizzera dello sci Marco Odermatt e le sue grandi sfere di cristallo per la vittoria della Coppa del Mondo generale nelle ultime cinque stagioni invernali.
La stella svizzera dello sci Marco Odermatt e le sue grandi sfere di cristallo per la vittoria della Coppa del Mondo generale nelle ultime cinque stagioni invernali. Keystone / Urs Flüeler

La prossima settimana

Dopo otto anni d’indagini, martedì inizierà presso il Tribunale penale economico di Friburgo il processo contro l’imprenditore spaziale caduto in disgrazia Pascal Jaussi, fondatore di Swiss Space Systems (S3). Gli vengono contestati 12 reati, tra cui l’appropriazione indebita di diversi milioni. Jaussi nega le accuse e sostiene di essere stato vittima di un’aggressione nell’agosto 2016. Vale la presunzione di innocenza.

Mercoledì in Vaticano presteranno giuramento le nuove reclute della Guardia Svizzera. Dopo due mesi di formazione di base in Svizzera, presteranno servizio per due anni. Il corpo militare più antico del mondo esiste dal 1506. Gli uomini nelle loro uniformi tradizionali proteggono il Papa e sorvegliano il Vaticano. Alla cerimonia di giuramento si recherà a Roma anche il presidente della Confederazione Guy Parmelin, che coglierà l’occasione per incontrare il presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella e tentare di appianare le tensioni relative a Crans-Montana.

Domenica 10 maggio si terrà un evento sportivo svizzero di grande richiamo: a Buochs, nel canton Nidvaldo, il vincitore della Coppa del Mondo generale di sci Marco Odermatt sarà ufficialmente premiato per i suoi successi in questa stagione invernale. Il 28enne, eletto per cinque volte “Sportivo svizzero dell’anno”, ha conquistato la grande sfera di cristallo per la Coppa del Mondo generale per la quinta volta consecutiva.

Dato che a Zurigo, al primo turno dell’8 marzo, nessuno dei due candidati alla carica di sindaco è stato eletto nell’Esecutivo cittadino, domenica Raphael Golta del Partito socialista sarà l’unico candidato sulle schede elettorali. Succederà quindi alla sindaca Corine Mauch, che ha guidato le sorti della più grande città svizzera per 17 anni.

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