Vendetta personale l’omicidio della svizzera in Somalia
Gli investigatori somali sono convinti che l'omicidio della cooperatrice zurighese, avvenuto sabato, sia una vendetta personale.
Con il passare delle ore trova conferma il movente della vendetta personale nell’omicidio, compiuto sabato a Merca (100 chilometri dalla capitale somala Mogadiscio), di Verena Karrer, una cooperatrice zurighese di 69. La donna lavorava per una piccola organizzazione non governativa, New Way of Cooperation, che gestisce una scuola con cento allievi e una clinica.
La polizia somala ha annunciato di aver arrestato due persone, fra cui un ex insegnante della scuola che aveva ripetutamente minacciato la svizzera dopo essere stato licenziato.
Indagini a tutto campo
La dinamica dell’omicido è comunque ancora incerta. Secondo le autorità locali, sembra che due uomini abbiano fatto irruzione nella casa della cooperatrice -stabilitasi a Merca nel 1993- uccidendola con quattordici colpi di armi da fuoco.
Anche la guardia del corpo della donna è rimasta ferita nella sparatoria, ha precisato a Berna Daniela Stoffel, portavoce del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE). Sempre secondo la Stoffel, due altre persone, che si presume siano complici dei due arrestati, sono tuttora ricercati.
La protesta dei locali
Oltre all’ipotesi sempre più probabile della vendetta personale rimane anche quella che l’assassinio sia opera dei signori della guerra che si oppongono al governo di transizione (Tng) attualmente al potere a Mogadiscio e che controlla anche Merca. L’uccisione della donna coincide infatti con la visita di funzionari americani nella cittadina.
Il Tng controlla solo una parte della capitale e lembi della Somalia, in particolare l’area costiera a sud della capitale. Il resto del Paese è nelle mani dei signori della guerra che non riconoscono il governo di transizione.
Sabato diverse migliaia di persone hanno manifestato per le strade di Merca contro l’assassinio della cooperatrice svizzera. La salma di Verena Karrer è stata nel frattempo trasferita in Kenya per esservi incenerita.
swissinfo e agenzie
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