I nuovi salvatori?
La scadenza finale si avvicina a passi da gigante. I delegati e i ministri consacrano ormai le loro giornate, serate e buona parte delle loro notti a lavorare su questo accordo tanto atteso. Malgrado gli sforzi, il progetto di testo pubblicato dalla presidenza francese suscita ancora molti disaccordi tra le parti.
Durante una conferenza stampa, abbiamo appreso l’esistenza di una coalizione formata per prevenire una potenziale impasse nei negoziati. La «high ambition coalition», che riunisce in particolare Unione Europea, Stati Uniti, Messico, Norvegia e diversi paesi africani, del Pacifico e dei Caraibi, vuole fare pressione affinché la Conferenza di Parigi partorisca un accordo ambizioso. Tony de Brum, ministro degli esteri delle Isole Marshall, che dirige questo gruppo composto di paesi «ricchi e poveri», «piccoli e grandi», ha dichiarato: «Non accetteremo un accordo minimalista».
Se questa nuova alleanza è a priori un segnale positivo, l’unità dei membri che la compongono non si è purtroppo concretizzata durante la seduta plenaria, nel corso della quale si sono manifestati numerosi disaccordi. Bisognerà quindi attendere la prossima proposta di testo per sapere se questi «nuovi salvatori» saranno in grado di ostacolare i tentativi di bloccaggio di altre coalizioni (OPEC, Consiglio di cooperazione del Golfo, ecc.).
Comunque vada, con o senza questa nuova coalizione, saranno necessarie ancora lunghe notti di discussioni se si vorrà giungere a un accordo ambizioso.
Baudouin Noez, delegazione Swiss Youth for Climate COP21
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