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Annus horribilis per il commercio estero

Dopo le cifre record del 2008, le esportazioni sono scese del 12,6% l'anno scorso, la contrazione più forte dal 1975. Le importazioni hanno subito invece una flessione del 14,3%, un dato mai registrato dalla Seconda guerra mondiale.

Le esportazioni si sono fissate nel 2009 a 180,3 miliardi di franchi (- 14,7% in termini reali), mentre le importazioni a 160,1 miliardi (-9,5% in termini reali). La bilancia commerciale ha chiuso così con un’eccedenza record di 20,2 miliardi di franchi, ossia 717 milioni in più dell’anno precedente.

Stando a quanto comunicato giovedì dall’Amministrazione federale delle dogane (ASD), vi sono però segnali di ripresa da alcuni mesi. Nell’ultimo trimestre del 2009 il calo dell’export si è attestato infatti al 4,1% (reale: -7,3%), a fronte di flessioni del 14,3% nel terzo trimestre e del 19,2% nel secondo.

Durante questo periodo 7 comparti su 10 hanno subito crolli compresi tra il 15 e il 31%. La performance peggiore è stata registrata dall’industria metallurgica, con un -31,3% (a 10,5 miliardi), seguita da quella delle macchine e dell’elettronica (- 22,9% a 33,8 miliardi), dall’orologeria (-22,3% a 13,2 miliardi) e dall’industria tessile (-21,5% a 1,6 miliardi).

Poco al di sotto del -20% l’industria delle materie plastiche (- 19,7% a 3,4 miliardi) e l’industria della carta e grafica (-18,4% a 2,9 miliardi). Segue poi con il -15,5% il settore dell’abbigliamento (1,8 miliardi). Ha invece fatto meglio il comparto degli strumenti di precisione (-7,2% a 13,8 miliardi).

A livello regionale, le vendite all’Unione europea sono diminuite da un anno all’altro del 14,7% a 108,9 miliardi. Le forniture alla Germania sono scese del 16% (a 35,1 miliardi), quelle all’Italia del 15,2% (a 15,5 miliardi) e quelle alla Francia del 14,3% (a 15,2 miliardi).

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