Apartheid: UBS non sarà perseguita
Un tribunale di New York ha dichiarato ammissibili una serie di denunce depositate da ex vittime della segregazione razziale in Sudafrica, escludendo però le cause contro il settore finanziario, che coinvolgevano anche UBS.
Nel 2002, migliaia di vittime avevano sottoscritto le denunce collettive presentate negli Stati Uniti contro diverse società internazionali, accusate di aver sostenuto il regime segregazionista di Pretoria negli anni Settanta e Ottanta.
Le accuse, in un primo momento dirette contro un gran numero di imprese fra cui anche alcune ditte elvetiche, erano state respinte. Nel 2007 un tribunale d’appello americano aveva però disposto una nuova valutazione. Fra le società rimaste sotto accusa figurano le americane General Motors e IBM, insieme al costruttore automobilistico tedesco Daimler.
La giudice Shira Schneidlin ha deciso mercoledì di non ammettere le denunce contro il settore finanziario: UBS – che aveva emesso prestiti a imprese statali e parastatali, in particolare del settore energetico – non sarà dunque perseguita. Mark Arena, portavoce della banca, ha espresso soddisfazione per la decisione, aggiungendo che l’azienda ha considerato le accuse «ingiustificate fin dall’inizio».
swissinfo e agenzie
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