BNS vede buio pesto per l'economia elvetica

Per la Svizzera quest'anno si profila il più forte calo del Pil dal 1975. Le difficoltà dovrebbero permanere anche l'anno prossimo, prevede la Banca nazionale svizzera (BNS).

Questo contenuto è stato pubblicato il 17 aprile 2009 - 11:29

La politica monetaria della BNS non può mettere al riparo il Paese dalle bufere esterne, ha dichiarato oggi il presidente dell'istituto di emissione Jean-Pierre Roth, illustrando le pessimistiche previsioni congiunturali all'assemblea generale a Berna.

Il motore delle esportazioni girerà a basso regime, la mancanza di fiducia peserà sulla richiesta di investimenti e il consumo calerà. L'anno prossimo, anche se a livello congiunturale il peggio sarà passato, il sottoutilizzo delle risorse produttive sarà ancora importante, ha aggiunto Roth.

Il rilancio dell'economia elvetica sarà possibile solo quando ripartirà anche l'economia mondiale. Ma tale processo sarà lento e necessiterà di correttivi per uno sviluppo più equilibrato, ha puntualizzato il presidente della BNS.

A conferma della profonda crisi in cui si sta dibattendo l'economia, poprio oggi è stata pubblicata la statistica dei fallimenti che indica una crescita del 18,5% nel primo trimestre di quest'anno rispetto allo stesso periodo del 2008. In totale sono fallite 1223 società nei primi tre mesi dell'anno, ossia il numero più elevato dal 2004 quando era stato segnato il record storico 1275. La tendenza all'aumento è destinata a proseguire, con inevitabili conseguenze negative sulla disoccupazione.

swissinfo e agenzie

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