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Crolla la borsa cinese, effetto domino in Europa

Il calo registrato lunedì alla borsa di Shanghai, il più forte degli ultimi otto anni, si è ripercosso su tutte le principali piazze finanziarie. A Zurigo, lo Swiss Market Index è sceso del 3,7%.

Meno 8,49% a Shanghai, -7,7% a Shenzhen, -5,17% a Hong Kong… L’inizio di settimana è stato nero per le borse asiatiche e cinesi in particolare. I timori persistenti per il rallentamento della seconda economia mondiale hanno contagiato anche le principali piazze europee.

Erano 4 anni che le borse asiatiche nel loro complesso non cedevano così tanto terreno in una sola seduta. Secondo alcuni analisti, i mercati stanno entrando in una fase di panico: la situazione richiama alla mente la crisi finanziaria asiatica della fine degli anni Novanta.

Anche nel vecchio continente gli investitori sono preoccupati per la fragilità dell’economia cinese e per il suo impatto sulla crescita mondiale. Le incertezze si riflettono inoltre sul prezzo delle materie prime: trascinato al ribasso il petrolio, con il Brent che lunedì mattina è sceso sotto i 45 dollari al barile per la prima volta dal 2009.

A favorire il nuovo crollo del prezzo del barile anche la scelta dell’Iran di aumentare la sua produzione di greggio.


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