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Sette grafici per capire la situazione delle persone LGBTIQ+ in Svizzera

Sagome di persone con ombrelli dai colori dell'arcobaleno.
Le persone LGBTIQ+ non hanno una vita facile in Svizzera. La discriminazione è frequente e la salute delle minoranze sessuali è particolarmente vulnerabile. Keystone / Peter Klaunzer

Com’è vivere in Svizzera quando si è una persona queer? Uno studio offre nuovi elementi di riflessione sulle discriminazioni, le esperienze di coming out e l’autolesionismo.

Si tratta già della sesta grande indagine condotta dalle ricercatrici Tabea Hässler e Léïla Eisner dell’Università di Zurigo. All’inizio dell’anno, hanno pubblicato i risultati dell’ultima edizione del Panel LGBTIQ+Collegamento esterno, il principale studio longitudinale sul tema in Svizzera.

All’edizione 2025 hanno partecipato 6’117 persone: tra queste, 5’422 LGBTIQ+ e 695 cisgenere, eterosessuali ed endosessuate.

Qui di seguito riprendiamo i risultati più significativi.

LGBTIQ+: Sigla usata per far riferimento a tutte le persone che si identificano come lesbiche, gay, bisessuali, trans, intersessuali, queer o con qualunque altro orientamento sessuale, identità di genere e/o stato di intersessualità minoritari.

Cis-eterosessuali: Termine usato nel rapporto per far riferimento a persone la cui identità di genere corrisponde al sesso assegnato alla nascita (ovvero che non sono parte di minoranze di genere) e che sono endosessuali.

Endosessuale: Persona che possiede delle caratteristiche sessuali che corrispondono agli ideali medici e sociali riguardo al corpo maschile o femminile.

Queer: termine positivo e inclusivo che designa persone che si discostano dalle norme sociali in materia di genere oppure orientamento sessuale.

Non binario: Espressione generale usata per descrivere le identità di genere di persone che non si identificano esclusivamente come uomini o donne.

Trans: persone la cui identità di genere non corrisponde al sesso assegnato alla nascita.

Intersessuale: Una persona con caratteristiche sessuali (ormoni, cromosomi e organi riproduttivi interni ed esterni) che differiscono da quelle tipiche di donne e uomini.

Coming out: atto volontario con cui una persona rivela la propria identità di genere o il proprio orientamento sessuale.

Discriminazioni: un gruppo risulta nettamente il più colpito

Le minoranze di genere, come le persone trans e non binarie, in Svizzera si confrontano con un numero molto superiore di discriminazioni rispetto alle minoranze sessuali.

Sono soprattutto bersaglio di osservazioni sgradevoli: oltre il 93% dichiara di essere stato bersaglio di battute inappropriate.

La seconda forma di discriminazione più frequente consiste nel non essere prese sul serio nella propria identità – anche se, complessivamente, le esperienze di discriminazione diminuiscono leggermente con l’età adulta.

Il rapporto definisce “preoccupanti” i casi di molestie sessuali, in particolare nei confronti delle persone intersex. In questo gruppo, una persona su due ne è stata vittima.

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Le discriminazioni avvengono tipicamente nello spazio pubblico. Dove oltre la metà delle persone appartenenti a minoranze di genere ha vissuto esperienze discriminatorie, contro un terzo delle minoranze sessuali. Seguono i social media.

Anche la famiglia rappresenta un luogo di discriminazione, sottolinea il rapporto: una persona trans o non binaria su tre è stata discriminata all’interno della propria famiglia.

Benessere: le persone gay e lesbiche dichiarano di stare complessivamente bene

Secondo lo studio, le minoranze sessuali in Svizzera si dichiarano altrettanto felici quanto le persone cisgenere, eterosessuali ed endosessuate.

Gli altri due gruppi ottengono punteggi più bassi, con le minoranze di genere che presentano il livello di benessere più basso.

In questa sezione è stato chiesto alle persone intervistate con quale frequenza, su una scala da 1 (molto raramente) a 7 (molto spesso), avessero provato emozioni positive (entusiasmo, felicità e soddisfazione) o negative (tristezza, vergogna, impotenza e sconforto) negli ultimi 12 mesi.

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Salute mentale: le maggiori difficoltà riguardano le giovani generazioni

Anche nell’ambito della salute mentale, le persone trans e non binarie riportano i risultati più sfavorevoli. Oltre la metà ritiene che la propria salute psicologica sia cattiva. Tra le persone giovani questa proporzione sale al 56%, e solo una su cinque dichiara di godere di una buona salute mentale.

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Le minoranze sessuali valutano invece la loro salute psicologica solo leggermente meno buona rispetto a quella delle persone cisgenere, eterosessuali ed endosessuate. Le persone intersessuali si collocano in una posizione intermedia.

In tutti i gruppi, l’autovalutazione della salute mentale migliora in età adulta.

L’autolesionismo riguarda quasi il 50% delle giovani persone trans

I comportamenti di autolesionismo sono nettamente meno frequenti in età adulta rispetto che nell’adolescenza, e questo in tutti i gruppi considerati.

La proporzione passa così dal 19,6% al 7,7% nelle persone cisgenere, eterosessuali ed endosessuate, e dal 27,9% al 12,6% tra le minoranze sessuali.

I numeri risultano invece allarmanti tra le persone trans, non binarie e intersex: in questi gruppi, una persona adulta su tre, e quasi una persona giovane su due (49,7%), mette in atto comportamenti riconducibili a forme di autolesionismo.

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Coming out: fiducia nelle amicizie

Il rapporto offre anche un quadro dettagliato dei contesti nei quali le persone LGBTIQ+ rendono visibile la propria identità.

La fiducia è massima all’interno del gruppo di amicizie, seguito dalla famiglia. I coming out sono inoltre più frequenti sul posto di lavoro che durante gli studi.

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Le persone LGBTIQ+ nascondono la propria identità soprattutto a scuola e durante gli apprendistati, anche perché molte hanno bisogno di diversi anni prima di assumere apertamente il proprio orientamento sessuale o la propria identità di genere.

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Clima sociale: un solo gruppo si sente accettato

Più del 40% delle minoranze sessuali percepisce di essere visto positivamente in Svizzera, e solo un terzo segnala un clima sociale negativo.

Le persone trans e non binarie, invece, si sentono molto meno a loro agio: il 76,5% del gruppo percepisce il clima sociale come negativo, e solo il 7,8% lo giudica positivo.

Il rapporto colloca questi risultati nel contesto delle campagne politiche rivolte contro le persone queer, osservate negli ultimi anni soprattutto negli Stati Uniti.

Anche le persone intersex si sentono poco accettate in Svizzera: il 57,1% ritiene che il clima sia negativo.

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A cura di Balz Rigendinger

Tradotto con il supporto dell’IA/Zz

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