Gli svizzeri perdono potere d’acquisto
Lo scorso anno, i salari reali sono diminuiti dello 0,4 %, malgrado un aumento nominale del 2 %. È quanto risulta dai dati dell'Ufficio federale di statistica (UST) pubblicati lunedì.
I salari nominali sono in costante crescita dal 2005. L’incremento medio del 2008 è il più elevato degli ultimi sette anni grazie agli sviluppi postivi registrati nel 2007 nei settori secondario e terziario.
Gli aumenti però variano a seconda dei rami di attività. Nel terziario la progressione dei salari nominali è stata del 2,1 % e nel secondario dell’1,8%. Gli aumenti più elevati sono quelli registrati nelle società finanziarie e nei rami d’esportazione di prodotti e servizi: +2,4% nell’intermediazione finanziaria, +2,3% nelle assicurazioni, +2,1 % nell’industria chimica e +2 % nella fabbricazione di macchine, apparecchi meccanici e mezzi di trasporto.
A livello interno, gli aumenti salariali più forti sono stati quelli concessi nel commercio all’ingrosso (+2,6%) e nella pubblica amministrazione (+2,5%). Seguono le poste e telecomunicazioni, il commercio e riparazioni di autoveicoli, l’istruzione e gli altri servizi pubblici sociali e personali (+2,2%) e le costruzioni (+2,0%).
In fondo alla classifica, c’è la fabbricazione di prodotti minerari non metalliferi (+1,4%), i servizi ausiliari delle attività finanziarie e delle assicurazioni (+1,4%) e l’industria tessile, dell’abbigliamento e delle pellicce (+1,3%).
Al momento delle trattative salariali per il 2008, l’adeguamento medio concesso dalle imprese risultava superiore al rincaro, allora stimato all’1,5 %, è lasciava ben sperare in un aumento del potere d’acquisto. L’esplosione dei prezzi dei prodotti petroliferi però ha fatto salire l’inflazione al 2,4 % determinando un calo dei salari reali dello 0,4 %.
swissinfo e agenzie
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