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L'e-commerce a prova di crisi

L'e-commerce ha ormai raggiunto un fatturato di 6 miliardi di franchi in Svizzera

L'e-commerce ha ormai raggiunto un fatturato di 6 miliardi di franchi in Svizzera

(Keystone)

Una decina d'anni dopo il suo avvento in Svizzera, l'e-commerce continua a registrare una crescita a due cifre: nel 2009 il volume d'affari è progredito del 14%, nonostante la recessione economica, e le vendite su internet si sono ormai estese a quasi tutti i settori commerciali.

Niente crisi per il mercato online: il commercio elettronico di beni e servizi è rimasto anche l'anno scorso il solo canale di vendita che ha segnato una consistente progressione, riuscendo in buona parte ad evitare i contraccolpi della recessione economica.

Secondo l’E-Commerce-Report 2010, realizzato dall’Istituto di economia della Scuola universitaria professionale della Svizzera nordoccidentale, la cifra di affari dei principali fornitori di prodotti su internet è nuovamente lievitata del 14 % nel 2009. E questo nonostante un'annata alquanto difficile per il mercato in generale: le spese private e i consumi delle economie domestiche sono infatti aumentate soltanto dello 0,9% l'anno scorso.

Tenendo conto dei dati dell’ultimo lustro, il tasso medio annuo di crescita delle vendite online si attesta addirittura al 25%. Così, appena un decennio dopo la nascita dei primi fornitori di prodotti su internet, l'e-commerce ha già raggiunto un fatturato di 6 miliardi di franchi all’anno in Svizzera.

Importante fetta di mercato

L’inarrestabile espansione del commercio online è legata chiaramente alla rapida diffusione di internet. La grande rete elettronica viene utilizzata oggigiorno da 8 persone su 10 in Svizzera. Perfino nella classe d’età tra i 60 e i 70 anni, una persona su due naviga regolarmente su internet.

Oltre la metà degli utenti del web effettuano regolarmente o di tanto in tanto acquisti online. L’e-commerce non si rivolge infatti più soltanto ad appassionati di libri, elettronica o viaggi, come era il caso nei primi anni. Oggi, su internet, si possono ormai trovare quasi tutti i tipi di prodotti acquistabili nei negozi.

Il commercio elettronico si è così conquistato una fetta di mercato del 4-5% in Svizzera, in rapporto al volume di affari dell’intero ramo commerciale. Una quota che corrisponde appena alla metà di quella dei paesi membri dell’Unione europea, tra i quali sussistono però grandi disparità: si va infatti dall’1% in Italia al 17% in Norvegia.

Timori sulla sicurezza

“Rispetto ad altri paesi europei, la Svizzera dispone di un mercato relativamente piccolo e oltretutto frammentato tra le diverse regioni linguistiche. Non a caso molti giganti del commercio elettronico mondiale preferiscono concentrarsi dapprima su mercati più grandi, come quello francese o tedesco”, spiega Ralf Wölfle, coautore dello studio.

La crescita dell’e-commerce è stata inoltre frenata negli ultimi anni dai timori legati ai rischi delle transazioni online. Solo a inizio maggio, la Segreteria di Stato dell’economia ha finalmente lanciato la Suisse ID, il primo prodotto standardizzato che consente una firma elettronica sicura e giuridicamente vincolante, come pure un’autenticazione su internet dell’identità.

Ci vorranno però probabilmente ancora alcuni anni prima che questo certificato di sicurezza venga impiegato su grande scala da privati e consumatori. Per quanto riguarda proprio i consumatori, altri rischi sussistono in relazione alla possibile raccolta da parte delle aziende attive nell’e-commerce di dati personali dei clienti o di informazioni che potrebbero servire ad influenzare abusivamente le loro abitudini di consumo.

I principali fornitori di prodotti su internet garantiscono di rispettare le norme sulla protezione dei dati personali e della sfera privata, ma la grande rete elettronica rimane ancora oggi una nebulosa, in cui spuntano ogni giorno nuovi attori e in cui il diritto si muove spesso con un passo di ritardo rispetto alla criminalità.

Auto cannibalizzazione

Nonostante questi timori, che sembrano preoccupare soltanto una minoranza degli utenti di internet, l’e-commerce sembra votato anche nei prossimi anni ad una crescita annuale a due cifre. Le aziende leader nel settore in Svizzera si attendono anche per i prossimi 5 anni aumenti del 10 – 20% della cifra d’affari annua su internet.

Dopo aver quasi messo fine alle vendite via catalogo, il commercio elettronico continuerà quindi a togliere importanti fette di mercato alle vendite nei negozi. Molte aziende attive sia nell'e-commerce che nel commercio tradizionale si vedono così costrette a gestire una nuova situazione di "concorrenza interna".

"Vi è una certa auto cannibalizzazione a cui nessuno può sfuggire. D'altronde notiamo che anche le aziende più restie nei confronti del commercio elettronico cominciano ormai a sviluppare sempre di più la loro offerta online", osserva Ralf Wölfle.

Offerta complementare

In alcuni settori, ad esempio nella vendita di biglietti, il commercio elettronico ha già superato una quota di mercato del 50%. Secondo l'esperto l'e-commerce non soppianterà tuttavia il commercio tradizionale, come alcuni preannunciavano durante il periodo iniziale di euforia per internet, nei primi anni del 2000.

"Il piacere di recarsi in un negozio, di guardarsi attorno e di toccare la merce non potranno mai essere offerti sulla rete elettronica. E neppure la consulenza di cui si dispone nei negozi, rileva Ralf Wölfle. "L'e-commerce rappresenta tuttavia un ottimo complemento. Chi compera su internet generi alimentari o altri prodotti quotidiani, può evitare di portare pesi inutili e dispone di più tempo per gli acquisti che forniscono una sensazione di piacere in un negozio o al mercato, come formaggi, legumi freschi, vestiti e via dicendo".

Armando Mombelli, swissinfo.ch

E-commerce

Tasso di crescita annua (tra parentesi l'aumento annuo dei consumi in Svizzera)

2006: 34% (2,9%)

2007: 29% (3,7%)

2008: 26% (3,9%)

2009: 14% (0,9%)

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Internet

In Svizzera quasi l'80% delle economie domestiche dispongono di un accesso a internet.

Navigano regolarmente sulla grande rete il:

92% dei 14 a 19enni,

90% dei 20 a 29enni,

88% dei 30 a 39enni

78% dei 40 a 49enni

72% dei 50 a 59enni

51% dei 60 a 69enni.

(fonte: Ufficio federale di statistica)

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