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OCSE: Svizzera invitata a Berlino

La Svizzera per finire potrà prendere parte alla riunione ministeriale informale dell'OCSE in giugno a Berlino. Inanto la Confederazione sente nuovamente il fiato della Germania sul collo.

L’invito di partecipazione alla riunione del 23 giugno è stato spedito a Berna, come pure a Vienna e a Lussemburgo, il 24 aprile, ha precisato oggi il portavoce del Ministero tedesco delle finanze.

Inizialmente la Confederazione non era stata invitata all’appuntamento dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) perché non aveva partecipato alla conferenza dei ministri precedente, lo scorso ottobre a Parigi, ha precisato il portavoce.

Se sul fronte dell’OCSE la Svizzera ottiene così soddisfazione, le divergenze con l’Unione europea (UE) circa l’opportunità di una rinegoziazione dell’accordo sulla frode fiscale non si sono invece appianate.

Bruxelles auspica tale passo, mentre Berna non ne vuole sapere: la Svizzera non ha “nessuna ragione” per rinegoziare con l’UE l’accordo sulla frode fiscale, ha dichiarato al settimanale “SonntagsZeitung” la ministra degli affari esteri Micheline Calmy-Rey.

Il governo elvetico “ha deciso di applicare le nuove regole in materia di assistenza amministrativa nel quadro di accordi di doppia imposizione negoziati di volta in volta con ogni singolo paese partner”. La Calmy-Rey dubita che Bruxelles riesca a convincere tutti i 27 Stati membri a delegarle le loro competenze in materia fiscale.

Intanto la Germania mette di nuovo la pressione.”La Svizzera non ha molto tempo”, minaccia il ministro delle finanze tedesco Peer Steinbrück. In un’intervista al settimanale “SonntagsBlick” avverte che se Berna non conclude rapidamente i promessi nuovi accordi di doppia imposizione, da parte tedesca ci saranno sanzioni.

swissinfo e agenzie

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