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Scudati quasi 105 miliardi di euro

L'ultima fase dello scudo fiscale italiano ha permesso di legalizzare 9,2 miliardi di euro non dichiarati alle autorità. In totale, lo scudo ha fatto emergere 104,5 miliardi di euro e ha fruttato 5,6 miliardi alle casse dello stato.

I dati sono stati pubblicati dal Ministero italiano dell'Economia e delle Finanze. La seconda fase dell'amnistia fiscale, «si è conclusa [il 30 aprile, ndr.] con l'emersione di 9,2 miliardi di euro e un gettito di 694 milioni di euro». Sempre stando alla nota del Tesoro, il 95% dell'emersione è costituito da rimpatri in Italia.

La proroga dello scudo fiscale, decisa a Natale, è stata voluta soprattutto per permettere di registrare averi immobiliari e opere d'arte all'estero.

Lanciato in autunno, lo scudo ha permesso «un recupero di attività per complessivi 104,5 miliardi di euro (il 98% dei quali costituiti da rimpatri in Italia) e un incasso per l'erario di 5,6 miliardi di euro».

Con questo scudo fiscale, il terzo dal 2001, il ministro italiano delle finanze Giulio Tremonti non voleva soltanto riempire le casse dello stato, ma anche – come ha dichiarato l'estate scorsa – prosciugare la piazza finanziaria ticinese.

Quest'ultimo obiettivo non è stato raggiunto. Le banche svizzere continuano ad amministrare buona parte delle somme legalizzate grazie alle loro filiali in Italia o al cosiddetto rimpatrio giuridico.

swissinfo.ch e agenzie


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