100 anni di approccio scientifico all’agricoltura
La ricerca agricola svizzera festeggia in questi giorni i 100 anni di attività. L'anniversario sarà ricordato in due cerimonie. Le sei stazioni federali attualmente in attività hanno permesso al settore agricolo elvetico di rimanere al passo con l'evoluzione tecnica e di conservare nel contempo le proprie peculiarità.
Le stazioni federali di ricerche lattiere (FAM) e di produzione animale (RAP) sono state le prime ad entrare in funzione nel 1901. Da allora altri quattro centri si sono aggiunti: la Stazione federale di ricerche in economia e tecnologia agricola (FAT) a Tänikon (ZH), la Stazione federale di ricerche in agroecologia e agricoltura (FAL), quella di ricerche in frutticoltura, viticoltura e orticoltura (FAW) a Wädenswil (ZH) e infine la Stazione federale di ricerche per la produzione vegetale (RAC) a Changins (VD).
I sei centri federali danno lavoro a 700 persone, 170 in meno rispetto a otto anni fa. La metà dei dipendenti sono tecnici, il 40 per cento ricercatori e il 10 per cento apprendisti, ha spiegato Jacques Morel, vicedirettore della Divisione principale Ricerca e volgarizzazione presso l’Ufficio federale dell’agricoltura (UFAG).
Rispetto dell’ecologia
Anche grazie ai risultati del lavoro svolto, la Confederazione risulta il paese che al mondo sfrutta il maggior numero di prati e pascoli naturali, ha detto Danielle Gagnaux, direttrice della RAP, in un’intervista pubblicata dal settimanale «BauernZeitung». Ciò spiega anche perché in Svizzera il bestiame è foraggiato con una vasta varietà di piante. La pratica si ripercuote positivamente anche sulle qualità organolettiche dei formaggi, ha sottolineato Danielle Gagnaux.
Tra i grandi successi della ricerca agricola indigena vi è quello di essere riusciti a «ridurre al minimo nell’alimentazione animale la quantità di vegetali concentrati – avena e mais – a favore di erba e fieno prodotti sul posto», ha spiegato Jacques Morel.
Il secondo grosso risultato è stata la promozione della produzione integrata (PI), oggi seguita dal 95 per cento degli agricoltori, rispetto al 18 per cento di sette anni or sono, ha aggiunto Morel.
La ricerca svolge pure una parte importante nel miglioramento della qualità di latte e formaggi. Da alcuni decenni i microrganismi che trasformano il latte in formaggio sono conservati alla Stazione federale di ricerche lattiere (FAM) a Liebefeld. A titolo di esempio, tutto l’Emmental svizzero è prodotto grazie a colture di batteri immagazzinati in questa stazione federale.
Formaggio al latte crudo in Oceania
Il settore della ricerca agricola ha pure svolto un ruolo fondamentale nell’affermazione dei prodotti lattieri svizzeri all’estero durante tutto il XX secolo. Il lavoro della FAM di Liebefeld ha permesso, ad esempio, la revoca lo scorso anno del divieto di esportazioni verso l’Oceania, decretata nei confronti del formaggio a base di latte crudo dopo l’apparizione della listeriosi nel 1987.
Gli esperimenti condotti dalla FAM hanno permesso di dimostrarescientificamente che i batteri contenuti nel latte crudo non sono in grado di sopravvivere nel formaggio, ha spiegato il direttore della Stazione federale Christian Steffen alla «BauernZeitung».
Anche nel campo della ricerca sugli organismi geneticamente modificati (OGM), l’impiego di un nuovo metodo permette, dallo scorso mese di giugno, di depistare gli eventuali OGM presenti nel foraggio.
La ricerca agricola si pone anche quale obiettivo la promozione di un’agricoltura sostenibile. Tra i compiti figura pure la creazione di documentazione scientifica necessaria ai politici per adottare le decisioni. Oggi viene chiesto ai ricercatori di scovare in anticipo eventuali problemi che richiedono, a medio e a lungo termine, misure di natura politica.
swissinfo e agenzie
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