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A Ginevra un Nasdaq per lo sviluppo?

Nel corso del Salone dei mercati emergenti sarà presentata una mostra dedicata agli arredi interni delle navicelle spaziali russe: nell'immagine un acquerello di Galina Balashova. EMA 2000

Il progetto sarà presentato nell'ambito del Salone dei mercati emergenti che sarà inaugurato martedì sera con un dibattito tra Mike Moore, direttore della Wto e Rubens Recupero, segretario generale dell'Unctad.

Più di 4000 partecipanti provenienti da 50 paesi sono attesi da mercoledì a venerdì al Padiglione 1 del Palexpo per la seconda edizione del salone EMA – Emerging Markets. Si tratta di un appuntamento molto importante che rappresenta una delle rare occasioni in cui la comunità degli affari entra in contatto direttamente con le imprese pubbliche e private dei paesi in via di sviluppo.

“E’ un’opportunità – ha detto il presidente della Fondazione Ema, il giornalista ginevrino Guy Mettan – di avvicinare due mondi che di solito sono separati, quello della finanza e quello dell’economia reale”. Quest’anno gli espositori sono 154, un terzo in più rispetto alla scorsa edizione. Il mondo degli affari occidentale è rappresentato da 16 società operanti nella Nuova Economia (dalla Sgs, Société Générale de Surveillance alla Cyberfast System del gruppo Motorola, tanto per citare alcuni dei partecipanti) e da 21 banche e fondi d’investimento (come Banco Bilbao, Bnp Paribas, Pictet, Bordier).

Sono invece 154 le imprese, camere di commercio e società pubbliche e private di mercati emergenti (soprattutto africani, ma anche asiatici e dell’Europa sud-orientale). A inaugurare la fiera martedì alle 17 è il vicepresidente del Consiglio di Stato Carlo Lamprecht insieme all’ambasciatore Oscar Knapp del Seco (Segretariato all’Economia) che in seguito parteciperanno a una tavola rotonda con il numero uno dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO), il neozelandese Mike Moore, e il segretario generale della Conferenza per il Commercio e lo Sviluppo dell’Onu (Unctad), Rubens Recupero. Il tema è, naturalmente, “globalizzazione e mercati emergenti”.

La vera novità è per mercoledì quando sarà presentato, per la prima volta ufficialmente, il progetto di un Borsa Internazionale per lo Sviluppo, una sorta di Nasdaq dei paesi emergenti – la cui sede sarebbe a Ginevra – e che dovrebbe attirare i capitali necessari a finanziare imprese del Terzo Mondo operanti nel settore tecnologico. L’idea che ha già trovato appoggio sia in Svizzera che all’estero “è nata dalla considerazione che molte società di paesi emergenti – spiega Mettan – hanno difficoltà a quotarsi nelle borse locali. Creando questa sorta di Nasdaq per lo sviluppo si faciliterà l’accesso di queste imprese ai capitali dei paesi occidentali”.

Un progetto ambizioso che richiederà, secondo gli ideatori, la definizione di regole precise e trasparenti che rispondano a standard internazionali già seguiti dalle borse di tutto il mondo. In più si pensa di vincolare la quotazione soltanto alle imprese che rispondano a dei criteri di buona condotta sul piano sociale e del rispetto dell’ambiente.

Numerose le conferenze in calendario in cui si parlerà delle nuove opportunità di investimento, di sviluppo sostenibile, dell’espansione di internet (“Come evitare la e-colonizzazione” è il titolo di un forum previsto venerdì pomeriggio) e di ricostruzione nei Balcani (forum organizzato giovedì dal Seco). Sempre martedì sera avrà luogo l’assegnazione dell’oscar per il miglior fondo d’investimento dedicato agli “emerging markets” selezionato dalla rivista Banco e da Standard & Poor’s tra oltre 1700 prodotti finanziari.

Infine, tra le attività culturali, una curiosa mostra dedicata agli arredi interni delle navicelle spaziali russe dal 1964 al 1999. L’artista Galina Balashova espone dieci acquerelli di paesaggi della campagna russa che i cosmonauti della Soyouz e della Mir vollero con se per vincere la nostalgia di casa.

Maria Grazia Coggiola

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