A Washington, l’FMI riconosce la necessità di una maggior trasparenza nel suo operato
Intanto la Svizzera preme per accelerare il processo di sdebitamento dei paesi poveri. Secondo il ministro delle finanze Kaspar Villiger, l'FMI e i manifestanti hanno in realtà gli stessi obiettivi. Servizio da Washington di Roberto Antonini.
Il clima di rimessa in discussione delle organizzazioni multilaterali si è ripercosso nelle sale dove si sono riuniti i ministri delle finanze e dell’economia. Il Fondo Monetario Internazionale ammette, in un comunicato, che deve compiere un ulteriore sforzo per rendere più trasparente il suo operato, mentre l’organo dirigente dell’FMI, il Comitato Economico e Finanziario, si interroga sui meccanismi che hanno impedito ad alcuni paesi poveri di trarre beneficio dalla forte crescita economica.
“Credo che si debbano prendere sul serio le critiche alle nostre istituzioni e che sia indispensabile un dialogo”- afferma Kaspar Villiger, ai microfoni della Radio Svizzera. “Ma” aggiunge il ministro delle finanze elvetico “i contestatori non sono sempre sufficientemente coscienti di quanto stiamo facendo”.
“La stabilizzazione dopo la crisi in Asia è stata resa possibile dall’intervento del Fondo e in termini generali” sottolinea ancora Villiger “non si può lottare contro la povertà, in mancanza di un minimo di solidità macro-economica”. “In realtà, contestatori e organizzazioni multilaterali hanno un obiettivo comune, ma purtroppo attualmente tra di loro vi è un dialogo tra sordi”.
La Svizzera, che ha assunto la presidenza in questo summit primaverile del cosiddetto gruppo G10 (che riunisce gli 11 paesi più ricchi), ha premuto per un’accelerazione del processo di sdebitamento dei paesi più poveri, annunciando di aver aggiunto 50 milioni di franchi ai 150 milioni, già approvati lo scorso anno, del programma di alleggerimento del debito estero del Terzo Mondo.
“A livello bilaterale, abbiamo già praticamente azzerato il debito con i paesi più poveri, dobbiamo ora procedere nella stessa direzione all’interno delle organizzazioni multilaterali” ha dichiarato al termine dei lavori della Banca Mondiale il consigliere federale Pascal Couchepin.
Roberto Antonini
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