Aiuti alle famiglie: proposto il modello ticinese
Secondo la Commissione federale per le questioni familiari occorre armonizzare le politiche cantonali e aiutare più efficacemente le famiglie bisognose. La Commissione propone inoltre prestazioni complementari sull'esempio del Canton Ticino.
Da un paio d’anni l’organizzazione del sistema di compensazione degli oneri e delle prestazioni familiari è al centro di discussioni. In questo settore, secondo la Commissione federale di coordinamento per le questioni familiari (Coff), manca tuttavia una visione d’insieme e una base di valutazione degli effetti provocati dalle diverse proposte.
Uno studio commissionato dalla Coff all’ufficio di ricerca Bass ha voluto perciò, per la prima volta, mettere sotto la lente il sistema attuale e valutare i risultati di una differente modulazione dei due strumenti principali: gli sgravi fiscali e gli assegni per i figli. I primi sono caldeggiati dalla destra e i secondi al centro delle proposte della sinistra.
Il modello duale elvetico rappresenta senz’altro una buona soluzione secondo il giudizio della Coff. Ma se lo scopo della politica familiare è quello di riconoscere le prestazioni di tutte le famiglie e di ridurre il numero di quelle in difficoltà economiche, l’accento dovrà essere posto maggiormente sugli assegni familiari invece che sulle deduzioni fiscali. Attualmente la quota di famiglie povere è del 6,1 percento e a soffrirne sarebbero circa 120mila bambini.
Dall’indagine emerge che, a parità di volume di trasferimento degli oneri (oggi di circa 6,9 miliardi), un modello incentrato prevalentemente sulle deduzioni fiscali non porterebbe praticamente nessun vantaggio per le famiglie a basso reddito, favorendo invece quelle più ricche e peggiorando la situazione generale. Puntando solo sugli sgravi la quota salirebbe a circa l’8 percento e i bambini bisognosi aumenterebbero a 161mila. Un modello basato solo sugli assegni familiari ridurrebbe invece le cifre al 4,5 percento e rispettivamente a 86mila bambini.
La Coff auspica perciò una soluzione a livello federale per gli assegni familiari, assegno che dovrebbe ammontare ad almeno 200 franchi per tutti i figli. Quanto all’imposizione si pronuncia per il modello dello splitting familiare che prevede la tassazione separata di tutti gli adulti indistintamente.
Per migliorare ulteriormente l’attuale sistema la Commissione propone inoltre d’integrare un terzo strumento ovvero le prestazioni complementari per le famiglie bisognose in base al modello in vigore in Ticino. Queste modello si ispira alle prestazioni complementari AVS/AI e prevede un assegno integrativo per figli fino ai 15 anni, nonché un assegno di prima infanzia (fino al 3. anno) per famiglie con un reddito sotto il minimo vitale. Una soluzione che se applicata a livello federale genererebbe un costo supplementare di 370 milioni riducendo la quota di povertà al 3,3 percento.
La presa di posizione della Coff rischia però di arrivare oltre tempo massimo. Il ministro delle finanze Villiger ha infatti già presentato un progetto di sgravi fiscali per le famiglie, tra l’altro senza splitting, progetto sostenuto dai partiti borghesi, che reclamano deduzioni ancora maggiori. Le proposte della sinistra di potenziare e coordinare il sistema di assegni familiari per tutto il paese, che oggi registra notevoli differenze cantonali, sembrano dunque destinate a sicuro fallimento.
Luca Hoderas
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