Al vertice europeo c’è in ballo anche il segreto bancario svizzero
Riuniti a Santa Maria da Feira, in Portogallo, i ministri delle finanze dell'Ue cercano un accordo sulla tassazione degli interessi finanziari dei capitali depositati all'estero, sia in altri paesi della Comunità sia in paesi terzi come la Svizzera.
Attualmente questi guadagni non sono soggetti a imposizione fiscale. Per fare più giustizia tra la tassazione dei redditi provenienti dal lavoro e quelli generati dal capitale, e per combattere l’evasione fiscale, nel dicembre del 1997 i governi dell’Ue si erano messi d’accordo di introdurre una tassazione minimale di questi interessi transfrontalieri.
Secondo la proposta della Commissione Europea, i paesi membri avrebbero potuto scegliere fra un’imposizione alla fonte oppure uno scambio di informazioni tra le autorità fiscali. L’Italia, per esempio, avrebbe informato la Francia degli interessi che le banche italiane pagavano a dei cittadini francesi, in modo che il fisco francese potesse controllare se questi redditi erano stati dichiarati.
Per i paesi come il Lussemburgo, l’Austria o la Germania, che hanno un segreto bancario, l’Ue aveva proposto di introdurre una tassa alla fonte del 20 per cento almeno. Così il segreto bancario avrebbe potuto essere preservato in questi paesi.
Ma la Gran Bretagna ha fatto in modo che la questione, alla fine, si trasformasse in un dibattito sul futuro del segreto bancario in Europa. Infatti Londra, per sottomettere il suo importante mercato finanziario alla nuova tassazione, ha posto come condizione che i paesi dell’Ue si dichiarassero pronti ad abolire il segreto bancario nell’Unione in non più di cinque anni.
La Gran Bretagna è convinta che questo sia il miglior modo per combattere l’evasione fiscale. Ovviamente il Lussemburgo e l’Austria si sono subito opposti a questa rivendicazione. La Germania invece è pronta a limitare il suo segreto bancario ai propri cittadini, e si dichiara disposta a dare delle informazini alle autorita fiscali degli altri paesi sugli interessi pagati a depostari esteri.
Nel frattempo la Gran Bretagna è anche riuscita a trovare il sostegno di una larga maggioranza dei paesi membri, per stabilire l’abolzione del segreto bancario come obiettivo a lungo termine dell’Ue. Nessuno però vuole fissare la data già oggi, vista la feroce opposizione del Lussemburgo e dell’Austria.
A Santa Maria da Feira si dovrà dunque vedere se alla Gran Bretagna basta la fissazione dell’obiettivo a lungo termine o se Londra insiste su una data precisa per farla finita con il segreto bancario.
È chiaro che un compromesso in questa questione sensibile concernerebbe anche la Svizzera, visto che l’Ue ha già annunciato la sua intenzione di estendere una soluzione non solo ai territori dipendenti e associati (come le Channel Islands o l’isola di Man) ma anche a paesi terzi come la Svizzera, il Liechtenstein, Monaco, San Marino, Andorra e così via.
I ministri delle finanze si riuniscono alla vigilia del vertice dell’Ue che conclude la presidenza semestrale del Portogallo. E se i ministri non troveranno un compromesso, toccherà risolvere la questione ai capi di stato e di governo dei quindici paesi membri, che arrivano lunedì a Santa Maria da Feira.
Luciano Ferrari, Santa Maria da Feira
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