Algroup: gli azionisti non ostacoleranno fusione con Alcan
Non dovrebbero più esserci ostacoli alla fusione tra la svizzera Algroup e la canadese Alcan. All'assemblea generale della società svizzera, svoltasi venerdì a Zurigo, non si è levata alcuna voce critica. La decisione definitiva sarà presa in luglio.
In quella che probabilmente sarà l’ultima delle assemblee generali ordinarie della società, con 111 anni di tradizione, il presidente della direzione Sergio Marchionne ha giustificato la perdita dell’autonomia sostenendo la necessità di raggiungere una «massa critica» sufficiente. Marchionne ha respinto come «semplicemente errata» l’opinione secondo cui la prevista vendita sia frutto di alchimie finanziarie.
Davanti ai 611 azionisti il presidente del consiglio di amministrazione Martin Ebner ha deplorato il fallimento della fusione a tre con la canadese Alcan e la francese Pechiney. La soluzione di ripiego, imposta dall’opposizione dell’antitrust europeo, non ha la forza del progetto originale ma è comunque da considerare un passo importante verso la crescita del gruppo, ha affermato Ebner.
I vertici di Algroup, responsabili non solo del flop del matrimonio a tre ma anche della mancata collaborazione con la tedesca Viag, hanno fatto anche autocritica. Marchionne ha infatti ammesso che vi sono state carenze a livello di management.
Senza opposizione gli azionisti hanno inoltre ribattezzato la holding da «Alusuisse Lonza Group» a «Alusuisse Group AG». Così facendo la holding riacquista il nome che aveva prima del 1974, anno della fusione con la Lonza. Il gruppo continua però a chiamarsi «Algroup».
Il nuovo nome illustra una situazione che è già reale da tempo. Dall’ottobre 1999 infatti il gruppo Lonza, attivo nel settore della chimica e dell’energia, è diventato un’impresa autonoma quotata in borsa. Lo scorporo era stato avviato in previsione della fusione con Alcan e Pechiney.
Il modo con cui si è svolta l’assemblea lascia presagire che i matrimonio con Alcan non solleverà problemi. Gli azionisti decideranno probabilmente il 17 luglio sulla nuova e migliorata offerta d’acquisto presentata da Alcan. Le nuove condizioni prevedono lo scambio di un’azione Algroup con 17,1 titoli Alcan. Per gli azionisti è inoltre previsto un versamento di 225 franchi per titolo.
Dalla fusione tra Alcan e Algroup nascerà un nuovo gigante dell’alluminio con 53.000 dipendenti e un fatturato di 12,4 miliardi di dollari. Il più grande produttore di alluminio rimane il gruppo americano Alcoa, che ha un giro d’affari di 21 miliardi di dollari.
swissinfo e agenzie
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