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Alle prese con i TIR, Uri si appella ai cantoni vicini

Basta con le colonne di TIR fermi sull'autostrada urana Keystone

Il canton Uri, analogamente al Ticino, non ha alcuna intenzione di trasformarsi in un parcheggio per i Tir provenienti da tutta Europa. Il governo urano si appella alla confedrazione e ai cantoni vicini per risolvere il problema e respinge nel contempo voci di una crisi con il Ticino.

Negli ultimi giorni, alcuni quotidiani d’Oltralpe hanno riferito di tensioni esistenti tra Uri e la Svizzera italiana. La causa è la limitazione delle aeree di sosta a Sud delle Alpi, dove i mezzi pesanti non vengono più fermati sulla corsia di emergenza della A2 in attesa di essere sdoganati. La nuova strategia messa a punto da Bellinzona provoca la formazione di lunghe code di Tir sulla rampa nord della A2 in territorio urano. Il landamano Martin Furrer ha detto di non capire le nuove disposizioni prese dal Ticino: ma attualmente non si può parlare di una crisi di stato tra i due cantoni.

Nelle ultime settimane si sono create lunghe colonne, di oltre mille autocarri, sulla rampa nord prima della galleria autostradale del San Gottardo. Il problema è causato dai tempi di sdoganamento al valico commerciale di Chiasso-Brogeda e alla riduzione delle capacità di parcheggio in Ticino. L’autostrada A2 nel canton Uri risulta così completamente bloccata e il traffico privato invade i villaggi circostanti, nel tentativo di raggiungere il traforo del San Gottardo dalla strada cantonale.

Il governo urano è deciso ad adottare le misure necessarie per far fronte alla nuova emergenza, limitando le possibilità di parcheggio, sulla corsia di destra dell’autostrada, a 250 Tir al massimo. Quando la capacità delle aree di sosta è esaurita, ai camion verrà vietato l’accesso alla galleria del Seelisberg e alla Axenstrasse. Al traffico privato non sarà permesso di transitare sulla strada cantonale e il divieto di transito notturno per i mezzi pesanti non sarà toccato.

«Non possiamo e non vogliamo accettare a lungo termine la situazione venutasi a creare in queste ultime settimane», ha spiegato Martin Furrer. L’emergenza traffico dovrà essere risolta con il coinvolgimento di tutte le autorità interessate. Uri si appella a Confederazione e cantoni vicini: Ticino, Svitto, Nidwaldo e Lucerna. I primi contatti dovrebbero avvenire già nel corso di questa settimana.

La soluzione, secondo Furrer, potrebbe tuttavia essere semplice: coordinare l’entrata e l’uscita degli autocarri sul territorio della Confederazione. Non dovranno entrare più camion di quanti ne escono dalle frontiere svizzere.

swissinfo e agenzie

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