Ancora troppo lacunosa l’offerta ferroviaria per le merci
In Svizzera l'offerta ferroviaria di trasporto delle merci deve essere migliorata se si vuole aumentare la quota di mercato della ferrovia.
Stando ai risultati di uno studio, effettuato dai cantoni di Vaud e del Vallese, in collaborazione con la regione italiana del Piemonte, risultati presentati martedì a Sion, la costruzione di nuovi assi di transito non basterà. “In vent’anni la quota di mercato della ferrovia si è quasi dimezzata, passando dal 45 % del 1980 al 23 % di oggi”, ha rilevato Robert Rivier, professore al Politecnico di Losanna e coautore dello studio insieme all’italiano Mario Villa, ordinario a Torino.
Un’indagine compiuta presso aziende piemontesi mostra che soltanto il 2,3% di esse ricorre alla rotaia per il trasporto delle merci. La causa della debolezza della domanda è da ricercare nella dispersione delle aziende, nel costo della ferrovia, negli orari e nella scarsa prontezza del mezzo. E’ perciò necessario, dice lo studio, incitare le ditte a concentrarsi in zone prossime ad uno snodo ferroviario. Ma occorrono altre misure, quali un azzeramento delle disparità tecniche sulle linee al di qua e al di là delle frontiere e lo snellimento delle formalità doganali, che alla ferrovia risultano penalizzanti rispetto alla strada.
Dalla Francia all’Austria, le Alpi contano nove valichi stradali: cinque di essi sono anche ferroviari. Il trasporto stradale aumenta dell’8,2% all’anno, mentre quello ferroviario solo dell’1,7%. Bisogna correre ai ripari, dicono gli autori dello studio, che lo ritengono importante essendo frutto della collaborazione transfrontaliera.
swissinfo e agenzie
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