Aumenta la produzione di uova, ma non il reddito
La domanda di uova svizzere aumenta, soprattutto a Pasqua. Non così il reddito dei contadini che, dalla liberalizzazione del mercato nel 1996, subiscono la riduzione dei prezzi. Vi sono però differenze tra agricoltura biologica e convenzionale.
A Pasqua la vendita di uova aumenta del 20/25 percento alla Coop e fino al 50 percento alla Migros. La parte di mercato delle uova svizzere, in costante aumento, è passata dal 69 percento nel 1993 al 75 percento nel 1998 – mentre più del 5 percento di tutta l’offerta è oggi di produzione biologica.
Vi sono differenze di reddito sostanziali, secondo il tipo di produzione: gli agricoltori biologici sono in equilibrio finanziario, quelli convenzionali no. Nonostante l’incremento della domanda, i produttori convenzionali elvetici non realizzano guadagni e faticano ad ammortizzare le installazioni.
Nel 1992, un contadino riceveva 34 centesimi per uovo e nel 1995, un anno prima della liberalizzazione dei mercati, ne otteneva ancora 29. Oggi, secondo il Servizio svizzero tedesco di informazione agricola (LID), incassa unicamente 22 centesimi. Da notare che le spese medie di produzione raggiungono i 26 centesimi.
La produzione di uova bio è economicamente in pareggio: costi di produzione ed introiti ammontano a 44 centesimi. La differenza tra agricoltura biologica e quella convenzionale si spiegherebbe con la capacità dei contadini bio, di competere con gli intermediari nella vendita, consegnando direttamente il prodotto ai grandi magazzini e imponendo i propri prezzi.
Da circa quattro anni, in accordo con i grandi distributori, si pianifica la produzione: è un sistema efficace per tamponare le pressioni del mercato e in particolare i rischi di sovrapproduzione. I contadini convenzionali invece non si sono affrancati dagli intermediari e soffrono delle loro decisioni, che mirano esclusivamente a mantenere competitivo l’uovo indigeno.
Per ammortizzare le infrastrutture gli agricoltori convenzionali sembrano costretti a produrre in perdita, compensando il disavanzo con la produzione di altri settori. Per questo, GalloSuisse, che difende gli interessi dei produttori svizzeri, si era rivolta l’anno scorso al Consiglio federale chiedendo una riduzione dei prezzi dei pulcini e dei mangimi.
Con questi provvedimenti la competitività delle uova svizzere potrebbe essere aumentata, anche perché con il divieto, in atto dal 1992, dell’allevamento in batteria, all’uovo svizzero non sembrano mancare le opportunità di mercato.
swissinfo e agenzie
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