Aumenti salariali del 4 per cento rivendicati dai dipendenti della chimica e delle macchine
I dipendenti dell'industria chimica e dell'industria metalmeccanica chiedono un aumento salariale del 4 per cento circa per il 2001. Auspicano anche un sistema di partecipazione al capitale azionario.
La congiuntura è fiorente, hanno osservato (VSAC) e la Federazione delle associazioni svizzere degli impiegati dell’industria meccanica ed elettrica (VSAM) a giustificazione delle loro rivendicazioni. In una conferenza stampa tenuta mercoledì a Berna hanno ricordato inoltre i sacrifici finanziari sostenuti negli ultimi due anni e il fatto che sul mercato del lavoro gli specialisti cominciano a farsi rari.
Un aumento del 4 percento non è possibile in tutti i rami, ma nell’industria dell’esportazione è realistico, secondo le due associazioni. Hans Furer, presidente della VSAC, ha spiegato che la rivendicazione si suddivide in un aumento generalizzato del 2 percento e in un aumento della stessa entità su basi individuali. «L’economia svizzera – ha aggiunto – si trova in una fase brillante».
«Le prospettive economiche dell’industria meccanica ed elettrica sono durature», ha sottolineato dal canto suo Vital Stutz, direttore della VSAM. I dipendenti chiedono che le rivendicazioni siano approvate subito, prima dell’elaborazione dei budget.
Oltre agli aumenti salariali, le due organizzazioni auspicano una partecipazione dei lavoratori al buon andamento delle imprese. Desiderano anche esercitare un maggiore influsso sulle decisioni aziendali, ha rilevato Suzanne Weck, del comitato della VSAM e presidente della commissione aziendale della Sulzer Winterthur. «Riteniamo – ha sottolineato – che una partecipazione dei dipendenti al capitale azionario sia attuale e necessaria».
In un’epoca di alti tassi di fluttuazione del personale, tale possibilità dovrebbe contribuire a rafforzare i legami tra datori di lavoro e impiegati, ha aggiunto, precisando che il sistema di partecipazione non può essere universale, ma adeguato a seconda delle imprese. Secondo le due associazioni, un ribasso del 15 percento sui titoli azionari sarebbe una buona soluzione.
swissinfo e agenzie
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