AVS: si affilano le armi per l’11esima revisione
In vista della sessione speciale delle Camere, in programma la settimana prossima, associazioni sindacali e padronali scendono in campo per presentare le loro rivendicazioni. L'Unione svizzera degli imprenditori chiede di respingere qualsiasi aumento delle prestazioni, mentre le federazioni dei lavoratori si battono contro nuovi tagli.
Concepita e lanciata praticamente già prima dell’entrata in vigore della decima revisione, la battaglia politica sul nuovo progetto di assestamento dell’AVS riprende vigore in questi giorni. La settimana prossima l’undicesima revisione dell’Assicurazione per la vecchiaia e i superstiti verrà infatti presa in esame dal Consiglio nazionale nel corso di una sessione straordinaria del parlamento tra il 7 e il 9 maggio.
In una conferenza stampa tenuta lunedù a Berna, le tre principali organizzazioni mantello dei sindacati hanno tenuto a ribadire la loro ferma opposizione al progetto avanzato dal Consiglio federale che “minerebbe le fondamente stesse dell’AVS”.
L’Unione sindacale svizzera, la Confederazione svizzera dei sindacati cristiani e la Federazione delle società svizzere degli impiegati hanno attirato in particolare l’attenzione su tre lacune considerate essenziali. Innanzitutto le proposte relative al pensionamento flessibile sono giudicate insufficienti sul piano sociale e non conformi alla volontà della popolazione.
Per permettere anche ai redditi più bassi di approfittare di un pensionamento anticipato, i sindacati chiedono a governo e parlamento di approvare un contributo finanziario pari a 1,5 miliardi di franchi. Il Consiglio federale si era espresso in un secondo tempo per 400 milioni di franchi, mentre la maggioranza della commissione parlamentare è disposta a concedere 800 milioni.
Le tre organizzazioni mantello respingono inoltre i tagli proposti alle rendite vedovili che “non avrebbero nessuna giustificazione socio-politica” e metterebbero molte persone in gravi difficoltà economiche. Pure al centro delle critiche il previsto rallentamento dell’adattamento delle rendite al rincaro, definito uno smantellamento camuffato delle prestazioni.
Su posizioni diametralmente opposte l’Unione svizzera degli imprenditori che, in un comunicato diffuso lunedì, chiede invece «risparmi energici» nell’ambito dell’undicesima revisione e invita il Consiglio nazionale a respingere qualsiasi proposta di aumento delle prestazioni dell’assicurazione.
Tra le richieste principali che l’organizzazione del padronato propone al parlamento figurano riduzioni delle rendite di vedovanza, tagli all’adeguamento al rincaro, rinuncia a compensazioni in caso di pensionamento anticipato e all’aumento dell’IVA fino al 2010.
L’Unione degli imprenditori sostiene che né il Consiglio federale né il parlamento sono stati in grado di presentare un piano globale per il risanamento delle assicurazioni sociali. L’obiettivo di risparmio del Consiglio federale, che voleva ridurre le spese di 1,2 miliardi di franchi, è stato dimezzato e in sede di commissione sono state decise estensioni delle prestazioni destinate a far lievitare i costi, criticano inoltre gli imprenditori.
Tenendo conto del fatto che l’assicurazione invalidità arriverà ad accumulare disavanzi dell’ordine di quasi un miliardo di franchi l’anno, i datori di lavoro giudicano inaccettabile che si voglia destinare un 1,5% supplementare di IVA unicamente per garantire il finanziamento dell’AVS.
swissinfo e agenzie
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