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Bilancio del programma “Energia 2000”: bicchiere metà pieno o metà vuoto

Da sinistra, Philippe Roch (Ufam), Hans Werder (Datec) e Hans-Luzius Schmid (Ufen) durante la conferenza stampa di martedì Keystone

Qualunque sia il risultato delle votazioni federali del 24 settembre sui tre temi che riguardano la politica energetica svizzera, la Confederazione proseguirà i programmi di risparmio di energia fin qui intrapresi.

Lanciato nel 1990, il programma di risparmi Energia 2000 ha portato molteplici vantaggi: non solo è stata risparmiata molta energia, ma nel contempo ha avuto effetti positivi dal profilo congiunturale e occupazionale, poiché sono aumentati gli investimenti «razionali dal profilo ecologico» e sono stati creati molti posti di lavoro, ha detto martedì in una conferenza stampa a Berna il vicedirettore dell’Ufficio federale dell’energia (Ufen) Hans-Luzius Schmid.

Ciò però non è ancora sufficiente. Stilando un primo bilancio di «Energia 2000», il vicedirettore dell’Ufen ha infatti affermato che, a seconda dei punti di vista, si può parlare di «bicchiere mezzo vuoto» o «bicchiere mezzo pieno». Se in generale gli obiettivi sono stati raggiunti, per quanto riguarda le emissioni di CO2 i miglioramenti conseguiti non bastano. Occorrono ulteriori sforzi, in particolare nei settori del traffico stradale e dei riscaldamenti. Un compito che spetterà dall’anno prossimo a SvizzeraEnergia.

Il potenziale del nuovo programma dipenderà dal risultato delle votazioni del 24 settembre. Se la tassa incentiva sarà approvata, SvizzeraEnergia disporrà di circa 450 milioni di franchi all’anno dal 2001 per promuovere le cosiddette «energie pulite». Se invece sia l’iniziativa solare, sia il controprogetto saranno bocciati, il programma federale dovrà accontentarsi dai fondi accordati dal parlamento, che si stima si aggireranno sui 55 milioni all’anno.

La tassa d’incitamento – 0,5 centesimi al kWh secondo l’iniziativa, 0,3 centesimi secondo il controprogetto – promuoverebbe un uso più razionale dell’energia. Penalizzando i grossi consumatori di energie non rinnovabili, la tassa li indurrebbe a cercare alternative e quindi a ridurre le emissioni di CO2. L’utile andrebbe soprattutto a favore agli impianti di forza idraulica e solare.

La consigliera di Stato di Basilea Città Barbara Schneider ha citato l’esempio del suo cantone, dove la tassa d’incitamento esiste già da 17 anni. I fondi così prelevati sono ridistribuiti ad aziende e proprietari per l’installazione di impianti e dispositivi che consentono risparmi energetici. Questa tassa non è un’imposta supplementare: il denaro non rimane infatti nelle casse dello Stato, ma viene dato a coloro che fanno sforzi per limitare il consumo energetico, ha sottolineato.

Da parte sua, il direttore dell’Ufficio federale dell’ambiente Philippe Roch ha ricordato che Energia 2000 ha permesso di promuovere l’uso del legno – materia rinnovabile disponibile sul posto – come combustibile da riscaldamento. Allievo esemplare in questo campo si è dimostrato il canton Lucerna, che fra il 1990 e il 1998 ha aumentato del 24 percento l’impiego della legna. Il cantone copre così l’8 percento dei bisogni in riscaldamento, ha detto Roch.

Swissinfo e agenzie

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