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Brunei: Couchepin offre know-how svizzero per creazione piazza finanziaria

Pascal Couchepin, ora nel Brunei, domenica tornerà a Singapore per discutere anche di AELS swissinfo.ch

Dopo una giornata di lavoro trascorsa a Singapore, il ministro dell'economia Pascal Couchepin è partito sabato alla volta del Sultanato del Brunei. Si tratta della prima visita di un Consigliere federale in questo piccolo stato, ricchissimo grazie ai giacimenti di petrolio e gas naturale ma anche molto esposto alle fluttuazioni del prezzo del greggio. Domenica il ministro elvetico tornerà a Singapore.

Lo sfruttamento delle risorse naturali garantisce ai 300 mila abitanti del Brunei un certo benessere. Il prodotto interno lordo supera i 5 miliardi di dollari l’anno. Ad ogni modo, la forte dipendenza dal petrolio fa sì che ogni fluttuazione del suo prezzo si ripercuote immediatamente sulla vita degli abitanti.

Il governo del Brunei si sforza si ridurre questa dipendenza a colpi di programmi di sviluppo quinquiennali destinati a diversificare l’economia locale. Anche il ricchissmo Sultano – Hassanal Bolkian – ha fatto la sua parte durante la crisi petrolifera facendo abbattere nel 1998 i suoi 40 cavalli usati per le gare di polo.

Uno dei progetti di diversificazione punta sul turismo “ecologico”. Esso sta dando i primi frutti, ma la presa d’ostaggi di numerosi turisti la primavera scorsa da parte di ribelli filippini lo ha danneggiato. Ora il ministro delle finanze, carica ricoperta dallo stesso Sultano, punta sulla creazione di una piazza finanziaria internazionale per il mondo musulmano.

“È un sogno che vogliono realizzare” ha detto il ministro delle risorse naturali Abdul Rahman bin Mohamed Taib al termine dell’incontro con il consigliere federale vallesano, accompagnato per l’occasione da una delegazione economica. Couchepin ha assicurato il sostegno della Svizzera che metterà a disposizione le proprie competenze in questo ramo. Dopo una visita di cortesia al Sultano, il ministro dell’economia lo ha invitato a venire in Svizzera per una visita ufficiale.

Domenica la delegazione elvetica sarà di nuovo a Singapore dove Couchepin incontrerà il primo ministro Goh Chok Tong. Durante gli incontri – precisa una nota del Dipartimento federale dell’economia pubblica (DFEP) – verrà data priorità all’intensificazione delle relazioni commerciali – già ottime – tra i due paesi, con un occhio di riguardo alla possibilità di avviare trattative per un accordo di libero scambio tra Singapore e i paesi dell’Aels, eventualità cui il ministro radicale tiene particolarmente.

La Svizzera e Singapore esploreranno le possibilità di intensificare la cooperazione in settori quali la tecnologia dell’informazione, la tecnologia alimentare, l’ingegneria di precisione, le tecnologie ambientali e l’industria dei prodotti cosmetici. I due paesi intendono rafforzare la cooperazione volta a sostenere compagnie svizzere e di Singapore che intendono svolgere la propria attività nell’altro Paese.

A tal fine, specifica la nota, la Singapore Productivity and Standards Board (PSB) e la Swiss Company Pool concluderanno un memorandum d’intesa che consentirà alle piccole e medie imprese svizzere (PMI) di sviluppare la propria attività in Asia, utilizzando Singapore come trampolino di lancio, e viceversa.

Tra gli altri obiettivi della visita vi è quello di preparare il terreno per un accordo di libero scambio tra la città-stato di Singapore e l’Associazione europea di libero scambio (AELS), di cui la Svizzera fa parte assieme a Norvegia, Islanda e Liechtenstein. Colloqui esplorativi sono previsti per il 5 e 6 marzo a Ginevra.

Qualora l’accordo dovesse essere concluso, si tratterà della prima intesa del genere fra un gruppo di Stati europei e un Paese asiatico, che potrebbe aprire la strada ad altri accomodamenti di questo tipo. La sua eventuale entrata in vigore contribuirà, secondo il Dipartimento dell’economia, a dare un ulteriore impulso al commercio e agli investimenti tra i due paesi.

L’accordo, di ampia portata, tenterà di rimuovere le barriere al commercio di beni, servizi e investimenti nonché di fornire un quadro più sicuro per lo sviluppo del settore privato, sia nei Paesi dell’AELS che a Singapore.

Le relazioni economiche tra Singapore e Svizzera sono promettenti. Solo nel 2000 le esportazioni verso Singapore sono aumentate del 24,6 percento, fino a raggiungere 1,6 miliardi. Le importazioni sono salite a 285 milioni (35,2 percento). L’economia di Singapore è ghiotta in particolare di orologi, prodotti chimici, prodotti farmaceutici e macchine, mentre da parte elvetica, oltre alle macchine, vengono importati metalli e pietre preziose.

Secondo dati della Banca nazionale, gli investimenti diretti nel paese asiatico ammontano a 13,74 miliardi di franchi, somma pari al 4,5 percento di tutti gli investimenti diretti elvetici all’estero.

swissinfo e agenzie

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