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Buone note alla Svizzera da parte dell’FMI

Il mondo simbolicamente sotto la lente del Fondo Keystone

Nel suo rapporto annuale il Fondo monetario internazionale (FMI) giudica positivamente l'evoluzione e le prospettive economiche, monetarie e strutturali della Svizzera. La Confederazione, secondo lo studio, dovrà comunque affrontare i problemi dell'invecchiamento della popolazione più rapidamente di altri paesi.

La proporzione delle persone con più di 60 anni sul totale della popolazione salirà nettamente dopo il 2015 rispetto alla quota delle persone attive e raggiungerà l’apice nel 2030, scrive l’FMI nel rapporto.

Il paese sembra meglio preparato di molti altri Stati, dato che solo uno dei tre pilastri del suo sistema previdenziale, l’AVS, poggia in parte sulle finanze dello Stato. Tuttavia va notato che nella Confederazione le aspettative di vita sono tra le più alte, prosegue il rapporto.

L’evoluzione demografica peserà principalmente sulle spese dell’AVS e sul sistema sanitario. Di conseguenza le finanze federali saranno messe sotto pressione.

L’FMI valuta che le rendite AVS saranno pari al 9 per cento del prodotto interno lordo (Pil) nel 2025, contro un tasso attuale del 6,9 per cento. Nello stesso lasso di tempo le spese sanitarie passeranno dal 4,9 al 6,5 per cento del Pil.

Inoltre va considerato che il minor numero di persone attive rallenterà la crescita economica e quindi l’entità dei contributi. Il tasso d’espansione dell’economia elvetica pronosticato dall’FMI per tale periodo è però più alto rispetto alle previsioni del Consiglio federale.

Secondo l’FMI, l’economia del paese salirà a un ritmo annuo dell’1,5 per cento fino al 2010 e dello 0,9 per cento tra il 2010 e il 2025. Il Consiglio federale ipotizza rispettivamente l’1,3 per cento e lo 0,7 per cento.

Per garantire la sostenibilità finanziaria a lungo termine occorrono riforme, secondo il rapporto. L’FMI propone una combinazione di provvedimenti: riduzione dei costi, diminuzione delle prestazioni e ricerca metodi di finanziamento alternativi.

Visto che la Svizzera ha un’aliquota IVA relativamente bassa e che i contributi alle assicurazioni sociali sono decisamente inferiori rispetto alla media internazionale, la Confederazione dispone di margini più alti rispetto ad altri paesi per assorbire parte della crescita dei costi ricorrendo a un aumento della imposte, conclude l’FMI.

swissinfo e agenzie

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