Camminare sulle acque, sopra una passerella di legno
Da venerdì, il lago di Zurigo può essere attraversato a piedi. Dopo mesi di lavoro, è stata inaugurata una passerella di legno lunga 841 metri, che nel punto più stretto del lago collega Rapperswil, nel canton San Gallo, a Hurden, nel canton Svitto. Riaprendo un passaggio dalla storia secolare.
233 pali di legno di quercia conficcati nel fondo del lago per sostenere una passerella larga poco meno di due metri e mezzo e lunga 841 metri, costi per tre milioni di franchi e otto mesi di lavoro: sono alcuni dei dati di un’opera che promette di diventare un’attrazione turistica. E che si richiama ad una lunga storia di scambi e passaggi.
Correva l’anno 1358, quando il duca Rodolfo IV d’Asburgo diede avvio ai lavori per collegare la cittadina di Rapperswil, sulla costa orientale del lago di Zurigo, con i possedimenti appena acquisiti sull’altro versante. Dopo due anni, la passerella di legno fu aperta al passaggio di uomini ed animali. I contadini della costa ovest potevano ora recarsi al mercato di Rapperswil per vendere i loro prodotti e ai pellegrini diretti ad Einsiedeln o Santiago di Compostela era risparmiata la deviazione attorno al lago.
Prima ancora del ponte del duca Rodolfo ne erano probabilmente esistiti altri. Gli archeologi hanno rinvenuto pochi anni fa sul fondo del lago resti di pali di sostegno, i più antichi dei quali risalgono al 1500 avanti Cristo. Solo nel Tamigi a Londra sono stati trovati resti di un ponte di legno altrettanto antichi.
La passerella di origine medievale tra Rapperswil e Hurden, distrutta e ricostruita più volte, rimase in piedi fino al 1878. Poi fu sostituita da un ponte in muratura, attraversato dalla strada carreggiabile e dalla ferrovia. Da quel ponte, oggi, passano 23000 automobili al giorno. E i pedoni lo evitano, per il rumore e la puzza dei gas di scarico.
Di ricostruire la passerella si cominciò a parlare negli anni Settanta. Poi il progetto finì a lungo in un cassetto. Per tornare alla luce alla fine degli anni Novanta. I lavori, sotto la direzione dei due comuni rivieraschi, sono iniziati nell’agosto del 2000. A stagione inoltrata, per non recare disturbo agli uccelli che nidificano nelle numerose aree protette circostanti.
Un’attenzione per l’ambiente, questa, che si rispecchia nella scelta del materiale: legno di quercia, resistente all’usura del tempo e che non richiede trattamenti chimici. Del resto è di quercia anche il ponte di legno più noto della Svizzera, quello di Lucerna. Oltretutto, il materiale di base è stato fornito in quantità dalla tempesta Lothar del dicembre 1999, ciò che ha permesso di limitare l’acquisto di legname all’estero.
Dal punto di vista architettonico, l’opera non vuole essere una semplice riproduzione di modelli medievali. Il team d’ingegneri ed architetti coinvolti nella progettazione ha voluto piuttosto sperimentare tecniche nuove. Così la struttura portante rimane al di sotto del piano su cui si muovono i pedoni ed è ulteriormente protetta da una copertura ai lati.
La stabilità dei pali di sostegno è garantita da supporti in acciaio. Anche le travi di sostegno del piano orizzontale sono d’acciaio ed in nessuno punto le parti in legno poggiano su altro legno. Questo per evitare un deterioramento troppo rapido del materiale. Secondo gli ingegneri, i pali conficcati nel lago dovrebbero resistere 150 anni, la copertura necessiterà d’interventi tra una settantina d’anni.
Intanto, i pedoni potranno andare avanti e indietro, lontani dal traffico e indisturbati. Ricordando forse Rodolfo e i pellegrini o gli scolari di Rapperswil che sono stati i primi a passare sul nuovo ponte.
Andrea Tognina
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