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Capitali svizzeri per lo sviluppo del solare nel Terzo Mondo

Laddove mancano i soldi per la produzione di elettricità, si può forse sfruttare meglio l'energia del sole. http://umbra.nascom.nasa.gov/images/eit_19970914_0121_304.gif

Saranno forniti dal Seco, il segretariato svizzero per gli affari economici, nell'ambito del Solar Development Capita (SDC), un fondo azionario di 28,75 milioni di dollari che si prefigge di investire in una trentina di aziende che operano nel campo dell'energia foto-voltaica in paesi in via di sviluppo.

Il SDC fornirà il capitale necessario per poter permettere alle piccole industrie che producono apparecchiature per l’energia solare di ampliare la loro attività e di raggiungere le aree più remote dei paesi del Terzo Mondo.

Tra i principali finanziatori di quest’iniziativa lanciata a Washington troviamo la Banca Mondiale, la International Finance Corporation (affiliata alla Banca Mondiale, ma che ha per missione quella di promuovere gli investimenti privati nei paesi in via di sviluppo) e il Segretariato svizzero per gli affari economici (Seco), la cui principale attività consiste nel facilitare gli investimenti durevoli nei paesi poveri e nelle economia cosiddette “in transizione”.

La nascita del SDC si basa su una semplice constatazione: vi sono al mondo circa 2 miliardi di persone che non hanno accesso all’elettricità e non ne possono beneficiare per leggere, studiare, conservare alimenti o medicine. I costi di produzione dell’energia elettrica sono spesso troppo elevati e anche il trasporto di energia necessita di investimenti di base troppo onerosi ( in media si parla di 1000 dollari al chilometro nei paesi poveri).

Ecco dunque proposta un’alternativa fattibile: quella di unità solari locali. L’energia solare non può essere utilizzata su larga scala, per bisogni industriali ad esempio. Ma è il sistema più adatto per far funzionare apparecchiature casalinghe, o per essere utilizzato in scuole rurali: 50 Watt bastano per tenere accese alcune lampadine, un televisore e una radio.

Il Solar Development Capital non vuole e non può sostituirsi alle organizzazione caritatevoli o ai sussidi statali nelle aree più povere e diseredate, dallo Sri Lanka a Haiti. Ma incoraggiando la nascita di piccole aziende private che operano nel settore del foto-voltaico, ambisce a incuneare nel mercato un settore finora del tutto trascurato, sebbene possa effettivamente rappresentare un indispensabile strumento di sviluppo economico e sociale in almeno 4 settori: quello educativo ( luce per leggere o energia per far funzionare le radio), quello sanitario (conservazione vaccini e altri medicinali), quello economico (elettricità e luce per piccole aziende) e infine quello ambientale (riduzione delle emissioni di gas a effetto serra).

In una prima fase gli investimenti del SDC riguarderanno una trentina di aziende, che riceveranno sotto forme diverse crediti compresi tra i 100’000 e i 4 milioni di dollari.

In quanto alla partecipazione svizzera, Oscar Knapp, responsabile della SECO, ha spiegato che per la Confederazione Elvetica il ricorso razionale alle risorse naturali e lo sviluppo sostenibile rappresentano alcune tra le maggiori sfide del secolo appena iniziato.

Roberto Antonini, Washington

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