Capitombolo in borsa: lo SMI sceso al livello di tre anni fa
'Profondo rosso' alla Borsa svizzera, uscita alquanto malconcia dalla seduta di lunedì, ritrovandosi agli stessi livelli di quasi tre anni fa: era infatti dal 19 ottobre 1998 che gli indici non scendevano così in basso.
Lo Swiss Market Index (SMI) – l’indice delle 29 blue chip – ha ceduto il 2,03 per cento, scendendo a 6.128,3 punti mentre lo Swiss Performance Index, a più largo spettro, ha perso l’1,97 per cento a quota 4.237,7 punti. Nella mattinata di lunedì, l’indice dei titoli guida era addirittura precipitato ad un minimo di giornata di 6009,4 punti (-3,93 per cento), sfiorando la soglia psicologica di 6.000 punti.
Secondo certi operatori, non è nemmeno da escludere che lo SMI scenda addirittura fino a 5.000 punti. “Gli investitori sono delusi dalla congiuntura mondiale che tarda a raddrizzarsi. La ripresa era attesa per il terzo trimestre, poi per il quarto, e ora si parla dell’inizio del 2002”, dice Pierre-Yves Bacchetta, della Banca Pictet&Cie, per il quale “e questi dati fanno perdere la pazienza”.
A queste speranza ritardate di giorno in giorno, si aggiunge il fatto che “le impresa sono più sensibili ai rallentamenti di quanto ci si attendesse”, spiega Bacchetta, facendo notare che “i risultati dei due primi trimestri sono stati globalmente inferiori al previsto.
Secondo Fabio Alessandrini, economista presso Lombard Odier & Cie, l’accentuata debolezza dei mercati borsistici di venerdì e lunedì è anche dovuta alla pubblicazione dei dati sulla disoccupazione americana (4,9 percento in agosto, contro 4,5 percento in luglio), nettamente superiore alle attese, che erano del 4,6 percento.
Meno sono le persone che hanno un lavoro e meno si consuma Oltre Atlantico. Di conseguenza, la ripresa economica è ulteriormente ritardata. Per questo, gli investitori aspettano chiari segnali. Come quello dell’aumento della disoccupazione, che Però era un segnale negativo.
“È difficile dire se le borse hanno toccato il fondo” afferma Bacchetta. “I segnali sono contraddittori: il settore manifatturiero mostra chiari segni di ripresa, mentre i servizi vanno meno bene”.
“Si può assistere a un calo ulteriore” dice dal canto suo Alessandrini, per il quale i mercati già anticipano parecchio. La salute della borse rimane comunque ancora e sempre subordinata alla ripresa dell’economia americana, per cui ci saranno ancora momenti di disperazione alternati a momenti di euforia.
swissinfo e agenzie
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