Caso UBS: “l’accordo potrebbe slittare”
L'accordo extragiudiziale sul caso UBS potrebbe subire ulteriori rinvii: a sostenerlo è il direttore della Camera di commercio Svizzera-Stati Uniti Martine Naville in un'intervista alla radio svizzero-tedesca DRS.
Secondo Naville sono ancora molti i dettagli da chiarire nella vertenza che oppone la prima banca svizzera al fisco americano. Berna e Washington cercano infatti di strappare delle concessioni da presentare all’opinione pubblica e ai rappresentanti politici. Il rischio che si vada comunque davanti alla Corte non è del tutto scongiurato – aggiunge Naville – nonostante l’accordo di massima annunciato il 31 luglio.
Un processo rappresenterebbe però un cattivo segno per la Svizzera e per l’UBS, ma anche gli Stati Uniti non avrebbero molto da guadagnare, precisa il direttore della Camera di commercio. Finora non è trapelato nulla sull’accordo di principio, ma secondo Naville è probabile che Washington chieda a Berna di migliorare il processo formale di assistenza amministrativa.
Secondo le anticipazioni pubblicate il 2 agosto dopo dalla SonntagsZeitung, l’accordo di massima prevedrebbe la trasmissione dei dati relativi a 5’000 clienti – invece dei 52’000 richiesti – e l’impegno della Confederazione ad accelerare la procedura. Se l’intesa venisse confermata in questi termini, la banca eviterebbe così la multa da uno a dieci miliardi di franchi che era stata evocata durante le trattative.
Giovedì, in una conferenza telefonica le parti avevano chiesto al giudice della Florida Alan Gold di posticipare ulteriormente l’inizio dei dibattimenti in modo da proseguire le trattative. Un nuovo appuntamento telefonico è stato fissato per il 12 agosto, mentre il processo è previsto cinque giorni più tardi.
swissinfo.ch e agenzie
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