The Swiss voice in the world since 1935

Come evitare un’emergenza alimentare in caso di catastrofe?

Le emergenze non preoccupano la Svizzera swissinfo.ch

In caso di crisi grave, ogni Svizzero dovrebbe disporre di cibo equivalente a 2300 calorie e di 2,5 litri d'acqua al giorno. Per essere pronto a ogni evenienza, in collaborazione con l'economia, lo Stato moltiplica gli scenari. Ora deve anche fare i conti con la globalizzazione.

La caratteristica di una crisi è che arriva quasi sempre all’improvviso, ha dichiarato giovedì alla stampa Kurt Streiff, delegato all’approvvigionamento economico del paese. Epidemie come i casi recenti di febbre aftosa, catastrofi naturali, pirateria informatica, conflitti armati e sanzioni economiche sono tutti rischi cui la Svizzera può essere esposta.

In caso di necessità, l’Ufficio federale per l’approvvigionamento economico del paese (UFAE) dev’essere pronto ad intervenire, affinché la popolazione disponga di tutti i generi e servizi indispensabili. Quest’organo, per il quale lavorano 35 dipendenti e ha un bilancio annuo di 5 milioni di franchi, può contare sull’aiuto di 400-500 collaboratori.

Anche nell’approvvigionamento in generi alimentari è necessaria un’ampia collaborazione. L’UFAE si prepara per essere pronto, in caso di necessità, a offrire ad ogni Svizzero cibo a sufficienza per almeno i primi sei mesi di una crisi. Si tratta di garantire una distribuzione equilibrata e identica per tutti, onde evitare che certe categorie si ritrovino a mani vuote, ha affermato Gerold Lötscher, del comparto alimentazione dell’UFAE.

Con la liberalizzazione del commercio, gli scambi mondiali hanno assunto proporzioni incredibili, ha ricordato Lötscher. In Svizzera sono finiti i tempi dei giganteschi stock di viveri. Occorre comunque disporre del minimo necessario per poter completare i prodotti freschi.

Le riserve elvetiche si compongono oggi soltanto ancora di cereali panificabili, riso, zucchero, caffé, olio e materie grasse che servono a coprire un terzo del livello nutritivo richiesto, ha spiegato il direttore dell’Ufficio federale dell’agricoltura Manfred Bötsch. Per la parte rimanente si dovrà far capo alla produzione indigena. Quest’ultima è in grado di coprire i due terzi delle necessità, ma non è al riparo dai capricci meteorologici e dai rischi d’inquinamento.

È infine necessaria una cooperazione con l’estero. Si tratta in particolare di evitare di avere a che fare con un unico importatore e di permettere uno scambio di beni nei settori più disparati.

swissinfo e agenzie

Articoli più popolari

I più discussi

In conformità con gli standard di JTI

Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative

Potete trovare una panoramica delle discussioni in corso con i nostri giornalisti qui.

Se volete iniziare una discussione su un argomento sollevato in questo articolo o volete segnalare errori fattuali, inviateci un'e-mail all'indirizzo italian@swissinfo.ch.

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR