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Complimenti per Berna dal G-20

Il presidente della BNS, Jean-Pierre Roth, ha ribadito l'impegno svizzero nella lotta al riciclaggio Keystone Archive

La Confederazione svolge un ruolo di primo piano nella lotta al terrorismo internazionale, raccogliendo elogi alla riunione di Ottawa.

Domenica a Ottawa, al termine dell’incontro dell’International Monetary and Financial Committee in seno al Fondo monetario Internazionale (FMI), il presidente della BNS,. Jean-Pierre Roth, ha dichiarato che l’idea secondo cui ogni intermediario finanziario deve conoscere i propri clienti si è rivelata vincente, riferendosi alle misure prese da Berna per strangolare i flussi finanziari dei terroristi.

I piani d’azione elaborati dall’FMI non sono stati pensati per noi, ha detto, «bensì per quei paesi che non hanno preso misure per lottare contro il fenomeno del terrorismo». Ce lo ha confermato, ha precisato Roth, il ministro delle finanze americano Paul O’Neill, il quale ha lodato esplicitamente le misure adottate dal nostro paese nella lotta contro il riciclaggio». Parole di elogio sono state pronunciate anche per la cooperazione di Berna con gli altri paesi, ha aggiunto Roth.

Durante l’incontro, ha aggiunto, il segreto bancario non è stato tema di discussione né ufficialmente né nei colloqui bilaterali. La Svizzera, ha assicurato la propria assistenza mettendo tecnici e know-how a disposizione di quei paesi che hanno ancora un sistema bancario primitivo.

Accanto al problema del terrorismo, durante l’incontro si è parlato anche della situazione economica mondiale. L’economia si trova in una situazione difficile, ha detto Roth. Gli attacchi dell’11 settembre hanno peggiorato una situazione di per sé già preoccupante.

L’effetto più pernicioso degli attacchi sono le ricadute psicologiche: finora la crescita è stata sostenuta dai consumatori. Oggi invece, ha affermato il presidente della BNS, «regna un certo pessimismo che accentua le tendenza alla recessione». Roth si è detto però ottimista: grazie ad una politica monetaria attiva, parecchi paesi hanno creato le basi per il rilancio futuro. Ciò vale anche per la Svizzera.

Sull’appello dell’FMI ad allentare la politica monetaria, Roth ha preferito non esprimersi, a due settimane da una prossima analisi della BNS sulla situazione economica generale e sulla possibilità di un’ulteriore taglio dei tassi. Egli ha detto di comprendere le richieste dell’FMI indirizzate alle nazioni industrializzate per un nuovo taglio. Tuttavia, a suo parere non ci sono paesi che dispongono di un sufficiente margine di manovra in questo campo. Per quanto riguarda la Svizzera, «abbiamo reagito più in fretta di altri abbassando i tassi».

Meno loquace è stato Roth per quanto attiene al sì del parlamento al finanziamento della nuova Crossair. Commentando la richiesta dell’FMI di mantenere in equilibrio le rispettive finanze, egli ha dichiarato che le casse della Confederazione sono sane e che il freno all’indebitamento sul quale si voterà il 2 dicembre dovrebbe permettere di preservare questa situazione».

swissinfo e agenzie

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