Complotto dell’industria del tabacco denunciato dall’OMS
Un tentativo di sovversione ben finanziato, sofisticato e generalmente invisibile. Questo il senso dell'accusa lanciata mercoledì dall'Organizzazione mondiale della salute (OMS) nei confronti dell'industria mondiale del tabacco.
L’accusa dell’OMS è contenuta in un rapporto realizzato da un comitato d’esperti indipendenti, diretto dal direttore dell’Ufficio federale svizzero della salute pubblica Thomas Zeltner. Ad assegnare l’incarico a Zeltner lo scorso mese di ottobre era stata la stessa direttrice generale dell’OMS Gro Harlem Brundtland.
Zeltner ha presentato a Ginevra il rapporto dell’inchiesta basata su documenti raccolti in occasione dei processi contro imprese americane. «È scioccante – ha detto – l’ampiezza dell’intervento da parte dell’industria del tabacco ai danni di un’organizzazione delle Nazioni Unite».
“Un piccolo gruppo di società tenta di sabotare gli sforzi dell’OMS -ha reso noto il direttore esecutivo dell’OMS David Navarro nel corso di una conferenza stampa mercoledì mattina a Ginevra- ma i nostri sforzi per eradicare il fumo nel mondo non sono stati distrutti ed anzi sono più forti che mai”.
Il rapporto dell’OMS si basa su una serie di documenti interni dell’industria del tabacco, resi noti negli Stati Uniti lo scorso mese di luglio dopo che l’industria americana del tabacco era stata costretta dalla magistratura a versare un risarcimento primato di oltre 145 miliardi di dollari alle vittime del fumo, risarcimento che gli industriali del tabacco hanno però contestato, ricorrendo in appello contro la sentenza. Dai documenti risulta che l’industria americana del tabacco considera l’OMS come il suo peggiore nemico.
Secondo quanto emerge dal rapporto indipendente, alcuni giornalisti ed esperti che hanno lavorato in maniera temporanea presso uno dei comitati dell’OMS, sarebbero stati manipolati dall’industria del tabacco. Secondo Thomas Zeltner un certo numero di questi esperti e giornalisti non erano nemmeno coscienti di essere stati manipolati. Impossibile anche fornire una cifra esatta dei versamenti effettuati dall’industria del tabacco per portare avanti la propria campagna ostile nei confronti dell’OMS.
Oltre all’OMS, altre istituzioni delle Nazioni Unite erano nel mirino dell’industria del tabacco, in particolare l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO), che lavora in stretto contatto con l’OMS e sorveglia le condizioni di produzione del tabacco.
Secondo gli esperti dell’OMS, le compagnie produttrici di tabacco hanno tentato di sviare l’attenzione dell’opinione pubblica dalle questioni di salute legate al fumo, di creare delle fratture tra l’OMS e le altre agenzie dell’ONU ed infine hanno cercato di convincere i Paesi in via di sviluppo che i programmi di controllo del tabacco erano un argomento politico dei Paesi occidentali a tutto svantaggio dei Paesi in via di sviluppo.
Thomas Zeltner ha però manifestato speranza nel fatto che l’industria americana del tabacco (ed in particolare Philips Morris) hanno fatto sapere di aver cambiato attitudine nei confronti dell’OMS: “Speriamo che sia vero -ha dichiarato Zeltner- ma continuiamo ugualmente a controllare quel che succede all’interno dell’OMS”.
Secondo l’OMS, considerata l’attuale pressione sull’industria del tabacco negli Stati Uniti ed in Europa (dove l’Unione europea ha avviato una procedura giudiziaria contro i fabbricanti statunitensi di sigarette con l’accusa di alimentare il contrabbando), i produttori di fumo stanno ora puntando i loro sforzi di marketing nei Paesi in via di sviluppo ed in particolare nell’Asia del sud-est per rilanciare le loro vendite.
L’OMS stima in oltre 4 milioni all’anno il numero dei decessi mel mondo provocati dal fumo. Una cifra destinata purtroppo a crescere fino a 10 milioni entro il 2030. Proprio per generare una tendenza inversa a questo mortale fenomeno, il prossimo mese di ottobre si apriranno dei negoziati sotto l’egida dell’OMS in vista dell’adozione di una convenzione quadro sul controllo del tabacco nel mondo.
swissinfo e agenzie
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