Confermato l’annullamento dell’asta per le licenze UMTS
Erano rimasti in quattro gli operatori telefonici che a partire da oggi avrebbero dovuto partecipare all'asta per l'assegnazione delle 4 licenze UMTS. L'asta, che avrebbe dovuto fruttare miliardi, è stata annullata.
In seguito al ritiro di diversi candidati, l’Ufficio federale della comunicazione (Ufcom)ha deciso lunedì mattina di annullare l’asta. Domenica sera, le società Sunrise e Diax avevano informato l’Ufcom della loro fusione. Restano dunque in lizza quattro candidati per quattro concessioni e a questo punto l’Ufcom ha deciso di annullare l’asta e di concedersi una pausa di riflessione per decidere il da farsi.
Ricordiamo che UMTS significa Universal Mobile Telecommunication System. E’ la continuazione o, se si vuole, il potenziamento del sistema GMS. L’UMTS permette infatti di trasmettere ad una velocità nettamente più rapida non solo la voce, ma anche dati ed immagini.
I candidati rimasti in lizza sono:
– Swisscom, che negli ultimi giorni si è alleata con la britannica Vodafone/Airtouch, uno dei principali operatori di telefonia mobile del mondo, con 49 milioni di utenti in Europa. Vodafone ha versato alla Swisscom 4,5 miliardi di franchi per ottenere una partecipazione del 25 percento nella società elvetica.
– Orange, che si è alleata con France Télécom. Quest’ultima detiene ora l’85 percento del capitale azionario.
– Sunrise e Diax che hanno dunque deciso in extremis per una fusione.
– Team 3 G.
Per gli operatori svizzeri queste alleanze sono vitali: essi sono infatti troppo piccoli per poter affrontare i grandi mercati e devono dunque poter contare su partner più potenti. A questi ultimi, invece, interessa il mercato svizzero, cruciale per un’espansione globale in tutta l’Europa.
Ancora una volta, tuttavia, si ripropone la questione del controllo di società svizzere da parte di operatori stranieri. Roberto Rivola, portavoce dell’Ufficio federale delle comunicazioni, sottolinea che il ricorso a queste alleanze non è nuovo: risale infatti ai tempi della liberalizzazione del settore, nel 1998. D’altronde numerose disposizioni legali proteggono queste società da un rilevamento da parte straniera, dichiara Rivola.
L’asta si sarebbe dovuta svolgere su Internet, per permettere ad ogni operatore di parteciparvi a partire dalla sede della propria compagnia. In una prima fase ogni operatore avrebbe fatto la propria offerta a porte chiuse, senza che i concorrenti venissero informati. In un secondo tempo l’offerta più alta sarebbe stata comunicata. A questo punto ogni partecipante all’asta avrebbe dovuto proporre un importo più elevato.
Inizialmente si era parlato di un importo massimo di 2 miliardi di franchi per operatore. Una somma che sarebbe dovuta finire nelle casse della Confederazione
e alimentare il budget del 2001.
Negli ultimi mesi in vari paesi europei si erano svolte aste analoghe, per l’assegnazione di licenze UMTS: in Olanda, Italia, Austria, Gran Bretagna, Germania. In paesi come l’Italia e l’Olanda, era stato pagato un prezzo irrisorio per le licenze, al punto che nella vicina Penisola si era parlato subito di una “gara truccata”. In Gran Bretagna invece l’asta aveva fruttato più di 60 miliardi di franchi e in Germania quasi 80 miliardi.
L’obiettivo minimo che gli operatori in gara si prefiggevano era di coprire il 50 percento della popolazione entro il 2004. In Svizzera cinque milioni di cittadini hanno un abbonamento per la telefonia mobile ma il tasso di penetrazione sul territorio elvetico aumenta a vista d’occhio. Nel 1999 si situava sul 43 percento, lo scorso giugno ha raggiunto il 56 percento. Il mercato svizzero è dunque in movimento e dimostra di essere molto ricettivo alle innovazioni tecnologiche.
Ma che cosa ci porterà l’UMTS? Va detto innanzitutto che il telefonino non servirà più solo per parlare. Trasmetterà infatti anche dati e immagini e permetterà di accedere ad Internet ad una velocità di dieci volte superiore a quella dei computer tradizionali. Per questo il nuovo telefonino disporrà di uno schermo più grande. Quale sarà , ci si può chiedere a questo punto l’impiego futuro dell’UMTS, quali le prospettive a breve scadenza? Diventerà uno strumento di lavoro per tutti o resterà una prerogativa degli specialisti? Fulvio Caccia ammette che l’UMTS avrà successo solo se diventerà uno strumento di massa. Per raggiungere questo scopo gli operatori dovranno fare di tutto per convincere i loro clienti.
Elena Altenburger
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