Consegnati all’Argentina documenti per sospette tangenti
La Svizzera ha consegnato all'ambasciata di Berna del paese sudamericano ulteriori documenti bancari relativi allo scandalo nel quale IBM-Argentina è sospettata di avere versato bustarelle a dirigenti della Banca nazionale (BNA) del paese sudamericano.
Il contratto, firmato nel 1994, stipulava che l’IBM-Argentina avrebbe informatizzato la sede della BNA e le sue 524 succursali, in cambio del pagamento di 350 milioni di dollari. Parte della somma, che gli inquirenti argentini ritengono sia stata versata come «bustarella» dalla società informatica alla BNA, era stata girata su conti in due banche a Ginevra: la «Banque privée Edmond de Rothschild» e la «Banque Bruxelles Lambert».
Lo scorso anno, le autorità svizzere avevano restituito all’Argentina 4,5 milioni di dollari, provento delle presunte «bustarelle». I soldi erano stati bloccati quattro anni prima sui conti delle due banche ginevrine, nell’ambito di una richiesta di assistenza giudiziaria inoltrata dall’Argentina presso le autorità elvetiche.
I primi documenti sequestrati hanno permesso alle autorità di Buenos Aires di determinare l’esistenza di ulteriori transazioni per un ammontare di 1,4 milioni di dollari depositati in banche svizzere, soldi questi già riconsegnati all’Argentina.
Nel 1998, un’ulteriore richiesta di assistenza giudiziaria aveva portato alla consegna di una seconda parte di documenti bancari. L’esecuzione della richiesta è però stata resa difficoltosa «dai numerosi ricorsi a livello cantonale e federale», sottolinea l’Ufficio federale di giustizia. I documenti appena consegnati permetteranno ora alle autorità argentine di identificare ulteriori beneficiari delle presunte tangenti.
swissinfo e agenzie
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