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Conseguenze sulle finanze federali del flop dell’asta per le licenze UMTS

Il rinvio dell'asta per la concessione delle licenze UMTS in Svizzera avrà delle conseguenze sulle entrate della Confederazione. Saggiamente il ministro delle finanze Kaspar Villiger non ha inserito questi proventi straordinari nel preventivo.

La decisione di Villiger appare oggi, alla luce del flop dell’asta per l’assegnazione delle concessioni di quattro licenze UMTS, quanto mai avveduta. Le previsioni degli esperti finanziari prevedevano, da quest’asta al momento mancata, un introito straordinario per la Confederazione variante tra un minimo di 4 miliardi e 800 milioni ed un massimo di 10 miliardi di franchi.

A pronosticare questi valori sono stati esperti del settore delle telecomunicazioni come il boss di Swisscom Jens Adler e Alexandre Pasini, analista finanziario della banca privata Lombard Odier. Le loro previsioni si basavano sul fatto che le licenze per i telefonini della terza generazione messe finora all’asta in Europa (Inghilterra, Paesi Bassi, Germania, Italia e Austria) sono state pagate dagli operatori telecom 200 miliardi franchi.

Nella sola Germania, Paese di riferimento per la Svizzera, l’asta per la concessione delle licenze UMTS ha portato nelle casse governative 49 miliardi e 600 milioni di euro, ossia più di 75 miliardi di franchi svizzeri. Rapportando questa cifra alla taglia della Svizzera ed al potere d’acquisto esistente nella Confederazione, ecco che si arriva alla cifra di 10 miliardi preventivata per le quattro licenze che avrebbero dovuto essere messe all’asta in Svizzera.

Una somma, quella che si sarebbe incassata dalla vendita all’asta delle quattro licenze UMTS in Svizzera, che nelle intenzioni del ministro delle finanze sarebbe stata utilizzata per ridurre il faraonico debito della Confederazione che, alla fine del 1998, ammontava all’astronomica cifra di 110 miliardi di franchi svizzeri, ossia 11 seguito da dieci zeri !

I proventi straordinari dell’asta per l’assegnazione delle licenze UMTS sarebbero quindi andati ad ammortare il debito totale della Confederazione. Questo, come ha confermato in esclusiva a swissinfo il portavoce del Dipartimento federale delle finanze (Dff) Daniel Eckmann, avrebbe permesso di ridurre gli interessi su questo faraonico debito, interessi che annualmente assommano ad oltre 3 miliardi e 400 milioni di franchi, il che equivale a 100 franchi ogni secondo oppure, se preferite, al salario medio di uno svizzero, che è di 6 mila franchi, bruciato dagli interessi in un solo minuto.

Per avere un’idea concreta di cosa significherebbe per la Confederazione la riduzione del debito pubblico possiamo riportare l’esempio che ci ha illustrato il portavoce del Dff: se dall’asta per l’assegnazione delle frequenze UMTS la Confederazione avesse potuto incassare 4 miliardi di franchi, che sarebbero stati utilizzati per diminuire il debito pubblico totale, ciò avrebbe significato un risparmio di 150/160 milioni di franchi all’anno sul versamento degli interessi. Un risparmio indubbiamente interessante per lo Stato.

Anche senza i proventi straordinari delle aste per le licenze della telefonia mobile di terza generazione, il conto finanziario della Confederazione prevede comunque per quest’anno un bilancio quasi equilibrato. A partire dal 2002 si prevedono inoltre addirittura delle eccedenze, che dovrebbero aumentare con il passare degli anni.

Il ritorno alle cifre in pareggio ed in positivo, dopo il decennio degli Anni Novanta contraddistinto da pesanti disavanzi, non significa però ancora un risanamento duraturo delle finanze della Confederazione. Questo obiettivo potrà essere conseguito solo attraverso lo strumento del freno all’indebitamento (un meccanismo ancorato nella Costituzione per tutelare le finanze federali da squilibri strutturali), unito ad una costante disciplina in materia di spese ed al rigido rispetto del programma di stabilizzazione varato nel 1998 e che sta già dando risultati positivi.

Allo stato attuale delle cose, considerata come è finita finora l’asta per l’assegnazione delle licenze per i telefonini della terza generazione, si può dire che gli operatori telecom non hanno in Svizzera nessuna “Unlimited Money To Spend”, ossia nessuna “somma illimitata da spendere”, parafrasando l’acronimo inglese di UMTS che, in realtà, significa Universal Mobile Telecommunications System.

swissinfo

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