Consiglio federale contrario alle 36 ore lavorative
Il governo svizzero ha respinto mercoledì l'iniziativa popolare «Per una durata ridotta del lavoro» lanciata dall'Unione sindacale svizzera (USS). Secondo il Consiglio federale, le 36 ore settimanali di lavoro avrebbero effetti negativi per l’economia.
L’iniziativa, consegnata nel novembre scorso e firmata da oltre 108 000 persone, propone di diminuire la settimana lavorativa portandola a una media di 36 ore, per un limite annuo di 1872 ore. L’introduzione del nuovo orario lavorativo dovrebbe avvenire gradualmente, tramite una riduzione annua di 52 ore. La settimana lavorativa di 36 ore entrerebbe così in vigore entro il termine di 7 anni.
I datori di lavoro avrebbero il diritto di esigere fino a 48 ore di lavoro settimanali nei periodi particolarmente intensi. Non potrebbe tuttavia essere superato il limite delle 100 ore supplementari annue. Sempre in base all’iniziativa, i salari mensili inferiori a 7200 franchi non verebbero ridotti. L’iniziativa chiede inoltre al governo di accordare delle misure di accompagnamento, destinate in particolare ad aiutare finanziariamente le aziende che introdurranno rapidamente il nuovo orario lavorativo.
Secondo il Consiglio federale, la riduzione della durata del lavoro è un affare tra partner sociali e spetta a loro valutare in che misura una diminuzione è fattibile e sopportabile finanziariamente. Per il governo ogni settore economico è confrontato ad una situazione diversa: non bisogna quindi imporre una regolamentazione rigida ad ogni azienda.
Il Consiglio federale teme inoltre effetti per l’economia svizzera. Numerose aziende non sarebbero infatti in grado di assumersi gli oneri di una simile riduzione dell’orario lavorativo, dal momento che i salari più bassi non verrebbero toccati. L’iniziativa farebbe inoltre aumentare il livello dei prezzi dei prodotti e il lavoro nero.
Per queste razioni il governo ha deciso di respingere l’iniziativa, rinunciando pure a presentare un controprogetto. Il Consiglio federale sottolinea infine che la disoccupazione è già fortemente calata negli ultimi tempi e che attualmente vi è già penuria di manodopera qualificata in diversi rami economici.
swissinfo e agenzie
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