Contadini svizzeri: a Doha non oltre la riforma agricola 2002
La delegazione elvetica alla prossima conferenza dell'Organizzazione mondiale del commercio (OMC) a Doha (Qatar) deve rifiutare qualsiasi esigenza di liberalizzazione che vada oltre l'ambito della «Politica agricola 2002»: è la rivendicazione formulata dall'Unione svizzera dei contadini (USC), per la quale con tale riforma la Svizzera ha già «più che ottemperato ai precetti della OMC».
«Il morbo della mucca pazza ha mostrato la necessità di regole chiare, trasparenti e applicabili sul piano internazionale. Non siamo contro l’OMC, ma vogliamo che porti qualcosa alla popolazione», ha detto in una conferenza stampa Hansjörg Walter, presidente dell’USC.
Quanto è stato sviluppato in Svizzera negli ultimi anni in fatto di qualità non deve essere annientato dal rullo compressore del liberalismo assoluto, gli ha fatto eco John Dupraz, vicepresidente dell’Unione.
Il consigliere nazionale ginevrino ha ricordato che l’informazione della popolazione, la protezione del reddito del produttore, il rispetto dell’ambiente e degli animali sono alla base della politica agricola elvetica. «Noi vogliamo far accettare questi principi come parte integrante del sistema di scambio mondiale», ha affermato Dupraz.
Con la sua riforma agricola 2002, la Svizzera ha più che rispettato le esigenze dell’OMC in fatto di liberalizzazione del commercio delle derrate alimentari, ha detto da parte sua Melchior Ehrler, direttore dell’USC. Le possibilità di intervento dello Stato nel mercato sono state fortemente ridotte.
Il sistema del pagamento diretto delle prestazioni ecologiche, sociali e di protezione del paesaggio da parte dell’agricoltura è stato sviluppato. Ma le famiglie contadine sono state sottoposte a una enorme pressione economica e hanno pagato un pesante tributo in questa riforma, ha detto il direttore dell’USC.
Fra il 1996 e il 2000, il numero delle aziende agricole è diminuito del 12,5 %, ciò equivale alla scomparsa di circa 7000 fattorie e a 40’000 posti di lavoro, ha precisato Ehrler.
La nuova Politica agricola 2002 elvetica è il risultato di un ampio consenso politico che tiene conto degli interessi dei produttori, dei consumatori e dell’ambiente. Non si deve dunque tornare indietro a seguito dei negoziati nell’ambito dell’OMC, esige l’Unione contadina.
Su posizioni tra liberoscambismo e protezionismo, la Svizzera fa parte del «club multifunzionalista» della OMC. Con l’Unione europea, la Norvegia e il Giappone, Berna propugna un’agricoltura che non si limiti alle prestazioni economiche.
swissinfo e agenzie
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