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Continua la stagnazione congiunturale

Vita difficile per l'industria tradizionalmente rivolta all'esportazione: la moneta forte rallenta le vendite Keystone Archive

Crescita economica in Svizzera rallentata: franco forte, esportazioni deboli, sfiducia dei mercati. Solo i consumi tengono.

Tempo di bilanci e previsioni per il seco, il Segretariato di Stato all’economia. In un comunicato, pubblicato giovedì, si conferma la situazione stagnante: il prodotto interno lordo (PIL) nel terzo trimestre è cresciuto solo dello 0,1 per cento, rispetto ai tre mesi precedenti. Paragonato allo stesso periodo dello scorso anno, il PIL è aumentato di un modesto 0,8 per cento.

Queste cifre si situano molto al di sotto delle aspettative degli economisti. Stando alle previsioni degli specialisti, formulate negli scorsi mesi, si prevedeva una crescita del PIL dello 0,5 per cento, rispetto al trimestre precedente, e dell’1,4 per cento, in confronto allo stesso periodo dello scorso anno.

Il seco registra un leggero aumento della disoccupazione. Contemporaneamente le politiche congiunturali degli altri paesi, portano ad una sopravvalutazione della moneta. Non si tratta ancora, secondo gli esperti, di una situazione drammatica, ma la quotazione esterna frena l’attività, soprattutto d’esportazione.

La modesta dinamica della congiuntura non è solo un fenomeno elvetico. Le cifre rilevate negli altri paesi industrializzati sono analoghe. Sia in Europa che negli Stati Uniti, la crescita si è ulteriormente ridimensionata, dopo essere già stata corretta verso il basso già prima degli attentati dell’11 settembre.

Consumi in positivo, edilizia ferma

Il consumo privato continua a svolgere un ruolo di sostegno dell’attività economica, con un aumento del 2,2 per cento nel periodo in questione (+2,5 per cento nel secondo trimestre). Tutte le categorie, segnano una crescita, a partire dall’abbigliamento. Unica eccezione il gruppo alimentari e bibite, che è in ribasso. Stabili invece i prezzi che non hanno subito modifiche.

Come previsto, gli investimenti nell’edilizia stagnano rispetto al secondo trimestre. Nel confronto con lo stesso periodo del 2000, segnano comunque un aumento, precisa il seco. Gli investimenti nei beni strumentali confermano la loro tendenza al ribasso, con un calo dell’1,3 per cento nel terzo trimestre rispetto ai tre mesi precedenti. Particolarmente toccati: l’industria delle macchine, degli strumenti di precisione e il settore dei veicoli utilitari.

Nuovi metri per lo sviluppo

Le esportazioni, tradizionale pilastro della crescita economica svizzera, non sostengono più la crescita del PIL. Globalmente le vendite di beni e servizi all’estero sono diminuite del 2,9 per cento rispetto al secondo trimestre, che aveva chiuso con un aumento dello 0,6 per cento.

Tenendo in considerazione unicamente le merci, il calo è più marcato: -4,1 per cento, precisa il seco. Il settore dei servizi,con il turismo, ha invece registrato una progressione del 2,2 per cento.

Il rallentamento congiunturale si nota anche a livello delle importazioni, che sono scese del 3,3 per cento nel terzo trimestre 2001. La diminuzione è da imputare agli acquisti di merci visto che quelle di servizi sono in continuo aumento (+ 1,1 per cento).

swissinfo e agenzie

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