Contrazione in settembre della bilancia commerciale
Commercio estero in fessione lo scorso settembre. Lo ha indicato martedì il Dipartimento federale delle finanze (DFF).
Le esportazioni diminuite del 9,3 per cento rispetto al mese corrispondente dell’anno scorso, le importazioni del 7 per cento. Lo scorso mese tuttavia contava un giorno lavorativo in meno del settembre 2000. Corretto di tale differenza, l’export registra una flessione del 4,7 per cento, le importazioni del 2,4 per cento.
Le esportazioni si sono attestate a 10,32 miliardi di franchi lo scorso mese, le importazioni a 9,89 miliardi. La bilancia mensile termina con un’eccedenza di 434,7 milioni di franchi.
Ad eccezione dell’industria chimica, tutti i rami delle esportazioni hanno registrato una contrazione. Il settore chimico-farmaceutico ha segnato un incremento del 4,5 per cento a 3,21 miliardi di franchi. In particolare alla voce «prodotti farmaceutici, prodotti diagnostici e vitamine» risulta un incremento dell’11,2 per cento a 2,11 miliardi di franchi.
L’industria dell’abbigliamento ha segnato il passo (meno 0,6 per cento a 127,6 milioni), mentre l’industria delle materie plastiche (meno 5 per cento a 251,5 milioni), gli strumenti di precisione (meno 7 per cento a 654,7 milioni) e l’orologeria (meno 7,6 per cento a 839,5 milioni) hanno annunciato flessioni inferiori alla media.
Vicini alla media, invece, i cali dell’industria tessile (meno 9,9 per cento a 208,1 milioni) e dell’industria della carta e delle arti grafiche (meno 10,7 per cento a 277,9 milioni).
Decisamente più alte le contrazioni dell’industria metallurgica (meno 12,1 per cento 846,4 milioni), di quella alimentare (meno 16,9 per cento a 259 milioni), del settore delle macchine e dell’elettronica (meno 18,1 per cento a 2,73 miliardi) e della gioielleria (meno 28,8 per cento a 213,1 milioni).
L’Europa ha acquistato meno dalla Svizzera, ma il calo è stato contenuto. Per l’Unione europea (UE) risulta una flessione del 5,3 per cento a 6,43 miliardi di franchi. Le forniture alla Germania hanno raggiunto quasi 2,4 miliardi (in diminuzione del 3,2 per cento). Le vendite agli Stati Uniti hanno subito una contrazione del 24,7 per cento scendendo a 984,9 milioni. Forte calo anche per l’export verso il Giappone: meno 16 per cento a 385,2 milioni.
Le forniture ai Paesi emergenti dell’Asia si sono attestate a 700,7 milioni di franchi, il 12,4 per cento in meno del settembre 2000. Particolarmente importante il calo per Singapore (meno 21,8 per cento a 127,4 milioni). Flessione anche per le vendite al Messico (meno 18,3 per cento a 79,4 milioni) ed al Brasile (meno 28,6 per cento a 88,7 milioni).
In controtendenza le esportazioni verso la Comunità degli Stati Indipendenti (più 53 per cento a 101,1 milioni), la Polonia (più 15,6 per cento a 104,2 milioni) e la Cina (più 8,9 per cento a 132,9 milioni).
Nei primi nove mesi dell’anno l’export ha raggiunto 98,92 miliardi di franchi, pari a una crescita del 6,4 per cento rispetto al periodo corrispondente dell’anno passato. Le importazioni si sono fissate a 98,70 miliardi, registrando un incremento del 4,8 per cento.
La bilancia commerciale del periodo gennaio-settembre chiude con un’eccedenza di 219,8 milioni, contro un disavanzo di 1,2 miliardi nello stesso periodo del 2000.
swissinfo e agenzie
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