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Couchepin e le sfide della mondializzazione

Il capo della delegazione elvetica propone una linea pragmatica per rispondere ai grandi problemi dell'economia mondiale Keystone

Non è certo che il prossimo vertice ministeriale dell'Organizzazione mondiale del commercio (WTO), in programma a Doha (Qatar) dal 9 al 13 novembre, si concluderà con un successo. Lo ha affermato il consigliere federale Pascal Couchepin, al suo ritorno dal Messico dove ha partecipato a una riunione preparatoria.

Per il capo del Dipartimento federale dell’economia (DFE), interrogato da swissinfo/Radio svizzera internazionale, i colloqui tra 18 paesi in Messico hanno permesso di discutere a livello ministeriale delle divergenze persistenti.

Secondo il ministro svizzero un nuovo fallimento a Doha, dopo quello di Seattle due anni fa, sarebbe negativo sul piano del commercio internazionale. Ma «il mondo non si fermerà: la liberalizzazione del commercio continuerà sul piano bilaterale o tramite accordi regionali», ha detto il consigliere federale. Secondo Couchepin, le prime vittime di un fallimento dei negoziati sul piano multilaterale a Doha saranno i paesi più poveri.

Il capo del DFE ha indicato che nel campo dell’agricoltura si è verificato un avvicinamento tra la posizione del gruppo di Cairns, che riunisce i paesi esportatori di prodotti agricoli, e i paesi che difendono il principio della multifunzionalità dell’agricoltura (UE, Svizzera, Norvegia, Giappone, paesi dell’est europeo). La probabilità di definire assieme un mandato è migliore, ha rilevato Couchepin, dicendo di nutrire buone speranze in un «passo in avanti» a Doha.

Per quanto riguarda le questioni ambientali sono stati realizzati chiari progressi rispetto a due anni fa, ha proseguito il consigliere federale, aggiungendo che tuttavia alcuni paesi, come ad esempio l’India, continuano ad essere contrari a trattare questioni ecologiche all’interno della WTO.

I problemi più sensibili sono rappresentati dall’attuazione degli accordi dell’Uruguay round. I negoziatori si sfozeranno di eliminare entro la conferenza di Doha il maggior numero possibile di difficoltà incontrate dai paesi in via di sviluppo. La Svizzera ha proposto assieme ad altri Stati un metodo di lavoro per risolvre tali questioni.

Per quanto riguarda la proprietà intellettuale, Couchepin ha ribadito l’importanza degli accordi dalla WTO al fine di risolvere i problemi sanitari. Se si abbandonano le regole della proprietà intellettuale, non ci saranno risorse per fare ricerca e ciò indirettamente costituirebbe una minaccia per la salute pubblica, ha osservato Couchepin.

Secondo il direttore generale della WTO Mike Moore gli incontri in Messico hanno permesso di avanzare, malgrado le divergenze persistenti. Tuttavia, ha detto domenica alla fine dei colloqui, dalla riunione non sono emersi impegni concreti. Secondo Moore, il rallentamento economico attuale favorisce le reazioni protezionistiche. I preparativi per la conferenza di Doha proseguiranno a Ginevra.

swissinfo

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