Crash Crossair, giovedì i primi risultati dalle scatole nere
Controllo generale sui Jumbolini: nessuna anomalia. Giovedì dovrebbero essere resi noti i primi risultati dell'inchiesta. Non fumo ma strano odore mercoledì su un aereo Crossair.
Dopo l’incidente aereo di sabato scorso a Bassersdorf (ZH) Crossair ha controllato tutti i Jumbolino dello stesso tipo di quello precipitato senza rilevare anomalie o difetti. L’Ufficio d’inchiesta sugli infortuni aerei (UIIA) ha annunciato per domani pomeriggio una conferenza stampa per fare il punto all’indagine.
Il laboratorio parigino incaricato di decifrare le registrazioni del “flight recorder”, contente i dati di volo, e le comunicazioni in cabina registrate sul “voice recorder” ha terminato il suo lavoro, ha indicato mercoledì alla stampa il capo dell’UIIA Jean Overnay.
Il lavoro di interpretazione delle informazioni disponibili sarà effettuato in Svizzera. Le registrazioni sono di buona qualità, ha precisato Overnay. Il pilota ed il copilota del Jumbolino hanno utilizzato le cuffie d’ascolto dotate di microfono.
Anche i membri dell’equipaggio e altri passeggeri sopravvisuti al crash hanno dato informazioni utili all’inchiesta, ha aggiunto Daniel Knecht, un altro funzionario dell’UIIA. Entro giovedì sera tutti i resti dell’aereo saranno rimossi dal luogo dell’incidente e gli inquirenti potranno iniziare a farne l’inventario.
L’UIIA ha inoltre reso noto che il Jumbolino precipitato a Bassersdorf – con un bilancio di 24 morti e 9 feriti, due dei quali sono tuttora in condizioni critiche – non era equipaggiato con il sistema di allarme di avvicinamento al suolo dell’ultima generazione.
L’aereo disponeva del cosiddetto “Ground Proximity Warning System” (GPWS), che viene disattivato non appena il pilota fa uscire il carrello in vista dell’atterraggio. Secondo Overnay, non si è comunque ancora potuto appurare se il sistema fosse effettivamente spento al momento dell’incidente.
Su alcuni velivoli più recenti di Crossair, come pure su tutti quelli di Swissair, è installato un sistema d’allarme più sofisticato, denominato “Enhanced Ground Proximity Warning System” (EGPWS), che anche dopo l’apertura del carrello visualizza su un monitor gli eventuali ostacoli che si trovano a terra.
L’EGPWS diventerà obbligatorio per tutti gli aerei a partire dal 2005. Crossair ha annunciato che tutti i suoi velivoli ne saranno equipaggiati entro la prossima primavera.
Voli di misurazione effettuati a Kloten dalla Direzione generale dell’aviazione civile francese hanno intanto mostrato che il sistema d’avvicinamento alla pista 28, dotata di radiofaro VOR, funzionava correttamente la notte del crash.
I rilevamenti, portati a termine martedì sera, non hanno mostrato alcuna anomalia, secondo i primi risultati comunicati oralmente all’UIIA dagli esperti francesi. Un rapporto scritto, sulla base del quale potrebbe essere decisa la riapertura della pista, sarà disponibile al più tardi nel fine settimana.
In una nota, anche l’associazione dei piloti di Swissair “Aeropers” si è espressa sulla procedura di avvicinamento cosiddetta “non precisa” alla pista 28 dell’aeroporto di Kloten. La controversia sorta sugli atterraggi da est su questa pista è dovuta al fatto che il radiofaro VOR segnala al pilota lo scarto laterale rispetto alla traiettoria ideale, ma non l’altitudine a cui si trova l’aeromobile.
I piloti di Swissair sottolineano tuttavia che il VOR rappresenta a livello internazionale una “procedura standard”, utilizzata ad esempio anche sull’aeroporto JFK di New York. Questo tipo di atterraggio fa inoltre parte della formazione di tutti i piloti di linea.
Il grave incidente di quattro giorni fa avrà ripercussioni anche sulla pubblicazione del rapporto finale sull’incidente occorso il 10 gennaio 2000 ad un altro aereo di Crossair, il Saab 340 precipitato a Nassenwil (ZH), pochi minuti dopo il decollo da Kloten, con un bilancio di 10 morti.
Prevista inizialmente per la fine di quest’anno, la pubblicazione slitterà almeno fino alla prossima primavera. Secondo Overnay, la causa di quel crash è stata chiarita. L’UIIA non può tuttavia anticipare le conclusioni prima di ascoltare le parti interessate.
Paura su un aereo diretto a Kloten
Non è stato del fumo, bensì uno “strano odore” sentito in cabina a causare, mercoledì pomeriggio a Kloten, l'”atterraggio prioritario” di un Embraer RJ 145 della Crossair proveniente da Cracovia. La precisazione è giunta giovedì mattina dal portavoce di Crossair Andreas Schwander.
Secondo il portavoce, “non è inusuale” che dell’olio o del liquido di raffreddamento di un reattore penetri nella cabina di un aereo attraverso il sistema di climatizzazione. In base alla ricostruzione fatta dai responsabili della compagnia, alcuni passeggeri e in seguito anche i piloti hanno sentito durante il volo uno strano odore.
Per precauzione, i piloti hanno allora chiesto di poter effettuare un atterraggio prioritario, ossia una procedura che permette loro di atterrare prima di altri velivoli, e che prevede la presenza dei pompieri ai lati della pista.
Non si è quindi trattato di un atterraggio di emergenza, ha indicato Schwander. In una simile procedura, l’aereo può atterrare immediatamente e sulla pista viene sparso uno strato di schiuma anti-incendio.
Sul volo LX3439 atterrato mercoledì pomeriggio a Kloten alle 16.29 si trovavano 18 passeggeri e 3 membri dell’equipaggio. Tutte le persone a bordo hanno potuto lasciare il velivolo normalmente. L’inchiesta tecnica per chiarire le cause dello strano odore sta procedendo, ha precisato il portavoce di Crossair.
swissinfo e agenzie
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