Credit Suisse First Boston: “Con l’Ucraina tutto regolare”
L'istituto bancario si difende dalle accuse provenienti dagli Stati Uniti: non sarebbe stato coinvolto nella sopravvalutazione delle riserve della Banca centrale ucraina. Ma delle indagini sono in corso anche in Svizzera.
Il Credit Suisse First Boston (CSFB) respinge le accuse di aver commesso irregolarità nelle operazioni effettuate con la Banca centrale dell’Ucraina.
«Tutte le transazioni erano legali», ha affermato giovedì il direttore del CSFB per i mercati emergenti, James Healy, dinanzi alla Commissione bancaria della Camera dei rappresentanti Usa.
La Commissione americana sta cercando di stabilire il ruolo svolto dal CSFB nella sopravvalutazione delle riserve della Banca centrale ucraina.
Quest’ultima avrebbe ottenuto con tale stratagemma prestiti dal Fondo monetario internazionale (FMI) nel biennio 1997-98.
Secondo Healy, le transazioni effettuate dal CSFB, sulle quali incombe il sospetto d’illegalità, sarebbero invece state eseguite conformemente alla legge, su ordine di funzionari della Banca centrale dell’Ucraina. Esse sono state realizzate fra il 1996 e il 1999, e il CSFB avrebbe incassato fra i 7 e i 14 milioni di dollari (fra 11,5 e 23 milioni di franchi) di commissioni.
Anche in Svizzera sono in corso indagini sulla vicenda. Per il momento non è trapelata alcuna informazione sullo stato dell’inchiesta condotta dalla Commissione federale delle banche.
swissinfo e agenzie
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