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Crollano gli scambi commerciali con la Libia

Nel 1. semestre 2009 le importazioni dalla Libia sono scese di quasi il 90%. Nello stesso periodo le esportazioni svizzere verso il paese nordafricano si sono ridotte quasi della metà. Tutta colpa della crisi tra Berna e Tripoli?

Nel 2008 la Libia era il principale partner commerciale della Svizzera in Africa. Le cifre pubblicate martedì dall’Amministrazione federale delle dogane (AFD) sembrano indicare che la crisi tra i due paesi – innescata dall’arresto del figlio di Gheddafi il 15 luglio 2008 a Ginevra – si stia ripercuotendo sugli scambi.

Le importazioni libiche (principalmente petrolio) sono scese dell’87,8% a 220,3 milioni di franchi. In calo pure le esportazioni dalla Svizzera: -57% nel settore delle macchine e -21% per i prodotti chimici.

Secondo Sébastien Dupré dell’AFD, la spiegazione della riduzione del flusso commerciale non è tuttavia da ricercare forzatamente nella crisi diplomatica tra i due paesi. Le fonti di approvvigionamento petrolifero, rileva, hanno tendenza a modificarsi considerevolmente e rapidamente nel tempo.

Nel 2009 le forniture di petrolio in provenienza dall’Azerbaijan sono ad esempio «esplose», rileva Dupré.

Crisi o non crisi, l’Unione petrolifera ha annunciato in passato che il petrolio libico non è fondamentale per la Svizzera, viste le diverse fonti di approvvigionamento a disposizione.

swissinfo.ch e agenzie

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