Da dieci anni l’economia svizzera non progrediva più come adesso
Per il secondo trimestre 2000, l'UBS valuta al 3,9 percento la crescita del prodotto interno lordo (Pil) reale. E questa dinamica si manterrà senza flessioni nel terzo trimestre.
La grande banca giunge oggi a queste conclusioni sulla base dell’inchiesta trimestrale, che conduce dal 1975 fra circa 300 imprese. Il sondaggio realizzato in giugno mostra che l’espansione industriale è stata nettamente più vigorosa di quanto fosse previsto in marzo.
Le esportazioni sono aumentate conformemente alle previsioni dei partecipanti al sondaggio, rileva l’UBS. Ma ha sorpreso l’evoluzione rallegrante della domanda interna, in particolare del consumo e dei settori vicini all’edilizia.
Il fatturato e la produzione sono risultati superiori ai dati del secondo trimestre 1999 per i due terzi delle imprese interrogate. Solo un’azienda su dieci ha annunciato un calo.
I prezzi di vendita sono rimasti generalmente stabili. Grazie a un controllo più severo dei costi, i margini sono migliorati. L’UBS rileva che l’espansione ha portato a un maggiore tasso di utilizzo delle capacità produttive, fissatosi al 90 percento, un dato superiore di quattro punti percentuali alla media di lungo termine.
L’evoluzione in atto ha avuto risvolti positivi sull’occupazione, osserva la grande banca. Tra inizio aprile e fine giugno, quasi il 30 percento delle imprese ha aumentato gli effettivi, mentre solo una su dieci li ha ridotti.
L’entrata di ordinazioni e l’aumento delle commesse in portafoglio permettono di prevedere che l’espansione continuerà a forti ritmi anche nel terzo trimestre, prosegue l’UBS.
Le imprese interrogate ritengono di poter mantenere produzione, vendite e utili ai livelli registrati negli ultimi mesi. Si attendono un ulteriore incremento della domanda estera e un mercato interno vivace.
L’alto livello raggiunto dalle commesse stimola i vertici aziendali a rafforzare le capacità produttive. Un quarto delle imprese interrogate prevede nuove assunzioni entro settembre.
In generale, le imprese pensano di disporre di margini di manovra più ampi rispetto al passato per trasferire l’eventuale rincaro sui prezzi di vendita.
L’UBS è ottimista per quanto riguarda il rincaro: la grande banca pronostica un tasso di inflazione dell’1,4 percento per quest’anno e dell’1,6 percento per il 2001. Quanto al Pil, l’anno prossimo dovrebbe segnare un incremento del 2,2 percento secondo l’UBS.
swissinfo e agenzie
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