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Dall’11 giugno l’autostrada viaggiante del Lötschberg

L'apertura dell'autostrada viaggiante del Lötschberg giunge in un momento delicato per il traffico merci su strada Keystone

Una prima realizzazione per trasferire parte del traffico pesante dalla strada alla ferrovia sta per vedere la luce: l'11 giugno verrà infatti inaugurata «l'autostrada viaggiante» attraverso il traforo del Lötschberg, opera grazie alla quale si spera di attrarre parte della valanga di camion che ha preso d'assalto l'autostrada A2 che collega Chiasso a Basilea.

Da questa apertura dovrebbero trarre moderato giovamento tutti coloro che, oramai coi nervi a fior di pelle, abitano lungo questa arteria stradale. Unico neo: nonostante si pensi di sfruttare fino al 90 percento le potenzialità dell’autostrada viaggiante – ossia camion e autisti trasportati dalla ferrovia da confine a confine – la nuova realizzazione non sarà redditizia: il prezzo del biglietto permette infatti di coprire solo la metà dei costi di gestione. L’altra metà- circa 30 milioni di franchi l’anno – la pagherà la Confederazione, ossia i contribuenti.

Il giorno dell’inaugurazione partiranno i primi convogli carichi di camion da Novara (in Italia) e da Friburgo in Brisgovia (Germania). Sui treni saranno caricati Tir da 40 tonnellate. I lavori compiuti lungo il tunnel del Lötschberg – allargamento delle volte – permettono ormai il passaggio di questi mezzi pesanti, finora impossibile a causa delle dimensioni dei veicoli.

«Grazie alle modificazioni apportate – ha dichiarato il direttore aggiunto della RAlpin, Carlo Degelo – società che gestisce l’autostrada viaggiante nata dalla collaborazione tra FFS Cargo, la Ferrovia del Lötschberg (BLS) e la Hupac Intermodal SA – «possono passare sotto la montagna veicoli fino a 44 tonnellate di peso, di quattro metri d’altezza e 2,6 metri di larghezza». «Praticamente – precisa Degelo – siamo compatibli con le dimensioni di almeno il 90 percento dei camion che circolano nei Paesi dell’Unione europea».

A partire dall’11 giungo, dieci convogli collegheranno giornalmente il nord Italia al sud della Germania e viceversa: da settembre il numero di convogli salirà a quattordici. Con questo ritmo, specifica il direttore della RAlpin, «potremo trasportare fino a 105 mila camion all’anno». Degelo è fiducioso per il futuro: egli prevede infatti di partire da convogli sfruttati al 50 percento delle loro capacità fino a raggiungere uno sfruttamento del 90 percento, cifra che corrisponde a 350 mila camion all’anno.

Nonostante questi numeri, il futuro si presenta meno roseo di quanto sembri all’apparenza: infatti il prezzo del tragitto fissato a 541 franchi per camion – 770 franchi se il guidatore decidesse di viaggiare di notte usufruendo delle cuccette – copre solo la metà dei costi effettivi della RAlpin: Berna dovrà sobbarcarsi poco meno dell’altra metà degli oneri, circa 400 franchi a camion, ossia una trentina di milioni di franchi l’anno.

Con la capacità iniziale di 150 mila Tir all’anno, il trasporto via Lötschberg rappresenterà appena il 10 percento di tutto il traffico merci attraverso le Alpi. D’altronde, sostengono gli esperti, il futuro non appartiene alle «autostrade viaggianti» bensì al trasporto su container, più a buon mercato rispetto al primo. La RAlpin non vuole per questo farsi superare dagli eventi e si sta preparando: già da giungo, container di merci troveranno posti sui convogli della società.

swissinfo e agenzie

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