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Dipendenti di Swissair contro UBS

Protesta a Ginevra-Cointrin ma non a Zurigo-Kloten Keystone

Sabato, un centinaio di impiegati di Swissair ha bloccato per due ore un'agenzia dell'UBS all'aeroporto di Ginevra. Il traffico aereo non ne ha risentito.

Formando una catena umana, i dipendenti hanno impedito a chiunque di prelevare denaro agli sportelli o al bancomat. Con questa protesta, «intendiamo sottolineare la responsabilità della banca nel fallimento della compagnia aerea nazionale e il colpo di mano di Crossair che ha assunto l’eredità di Swissair», ha affermato il segretario romando dell’SSP/VPOD Rémy Pagani.

Incominciata verso le 10.00, l’azione è terminata a mezzogiorno. I sindacati si sono dati appuntamento per dopo le feste, quando non si escludono azioni «più radicali» di quella appena compiuta.

Il traffico aereo non è stato toccato dalla protesta. Sabato, l’aeroporto è stato preso d’assalto in vista delle vacanze natalizie e di fine anno: circa 39’000 passeggeri sono transitati da Cointrin.

Il portavoce dell’aeroporto Philippe Roy ha dichiarato che la direzione dello scalo non avrebbe tollerato un’azione di disturbo che potesse ripercuotersi sul regolare andamento del traffico. Il blocco dell’agenzia UBS non rientra nei punti sensibili dello scalo, ha aggiunto.

Le richieste dei socialisti

Il PS, che ha appoggiato l’azione, ha indicato in una nota che spetta alla Confederazione avanzare i soldi per il piano sociale destinato ai collaboratori licenziati di Swissair. Per i socialisti, Berna può offrirsi quale garante di un prestito bancario oppure anticipare direttamente la somma necessaria che recupererà al termine della procedura di moratoria concordataria.

Il partito giudica inaccettabile la tattica dilatoria usata per non trattare le rivendicazioni del personale.

Marcel Ospel respinge le critiche

In una intervista pubblicata dalla «Neue Luzerner Zeitung» il presidente del consiglio di amministrazione dell’UBS Marcel Ospel respinge le critiche mosse negli ultimi tempi alla grande banca. «Il blocco a terra degli aerei Swissair a inizio ottobre – sottolinea Ospel – è stato a breve termine molto più dannoso per l’UBS che gli attentati alle Torri Gemelle dell’11 settembre».

«Abbiamo deciso di salvare il salvabile, e proprio in quel momento è sopraggiunto il «grounding», indica il presidente, assicurando che la paralisi dei velivoli non è il risultato di un accordo. «Non abbiamo causato il tracollo di Swissair», sostiene Ospel, secondo cui l’UBS è stata ingiustamente ritenuta responsabile di quanto successo.

L’UBS non intende restare azionista della nuova compagnia aerea in eterno: «Si tratta di un investimento di una certa durata, fatto nell’interesse della piazza economica e finanziaria elvetica», sottolinea Ospel.

Pur rimanendo del parere che vi debba essere una separazione tradizionale tra i compiti dello Stato e quelli dell’economia privata, il presidente dell’UBS ritiene giustificato l’impegno della Confederazione nei confronti della nuova Crossair.

swissinfo e agenzie

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